Il Tirreno

Grosseto

AMBIENTE

In corteo per 5 chilometri per dire no alla geotermia

Fiora Bonelli
Monticello, un momento della protesta
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Monticello, un momento della protesta

A Monticello 300 manifestanti protestano con una lunga passeggiata dalla frazione amiatina fino al punto in cui sorgerà la centrale

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MONTICELLO. Un corteo di oltre 300 persone aperto dai sindaci di Cinigiano Romina Sani e di Seggiano Gianpiero Secco ha dato il via - nella mattina di domenica 28 giugno - alla grande giornata antigeotermica a Monticello Amiata organizzata da Agorà cittadinanza attiva e coordinata da Franco Vite e Marta Temperini.

Una passeggiata da Monticello Amiata fino al podere Galloni, dove dovrebbe sorgere la centrale geotermica, a soli cinque chilometri da Monticello che, se le richieste delle varie società di energia andassero in porto, si troverebbe circondata.

Quella della geotermia è una lunga storia, culminata nel dicembre del 2014 quando la Geoenergy s.r.l. presenta una richiesta di procedimento di verifica di assoggettabilità a Via relativo al progetto di perforazione del pozzo esplorativo Monte Labbro 1, presentato nel comune di Cinigiano. Entrambe le procedure riguardano direttamente il territorio di Monticello Amiata e le eventuali centrali disterebbero 4 km l'una dall'altra.

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Quelli di Agorà ricordano che “l’Amiata è una delle più grandi aree di produzione di energia geotermica in Italia. Oggi le centrali che sfruttano il calore della terra sono cinque, per un totale di 120 MW di potenza. Ma non basta. Allo sfruttamento già in essere, si aggiunge la possibilità di installare 18 nuovi impianti, tanti sono infatti i permessi di ricerca rilasciati . Tra questi, quelli che destano più preoccupazione perché ad avanzato stato di procedura autorizzativa, sono quelli di Seggiano, Montenero e Monte Labbro che vedono il paese di Monticello Amiata al centro di una dannosa triangolazione di impianti ravvicinati”, insistono quelli di Agorà i quali, spiegando che il rifiuto del modello geotermico va ben oltre le diverse posizioni politiche ed è trasversale, sostengono che “un’altra Amiata è possibile”.

Proprio questo la manifestazione di Monticello il 28 giugno, a cui partecipano per la prima volta in prima persona i sindaci, i ragazzi delle scuole elementari che hanno preparato striscioni e cartelli, partiti politici come M5s e Sel, esponenti della rete Nogesi, Roberto Barocci, Pino Merisio, rappresentanti di aziende di vino e di olio. Per tutto il giorno, gastronomia e musica, giochi e balli, con artisti di strada, bancarelle, piazze tematiche organizzate dalle associazioni, prodotti tipici per una grande festa collettiva che dice no allo sfruttamento geotermico.

 

 

 

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