Sicurezza
Greggi ko: sindaci al fianco dei pastori
Il documento delle associazioni verrà presentato alla Regione: chiesto l’allontanamento dei predatori da tutto il territorio
GROSSETO. Finalmente dopo anni di battaglie senza esiti, qualcosa si muove per il problema predazione. Non sono grandi passi, ma per lo meno anche i sindaci si posizionano a fianco dei pastori. Anche i sindaci della provincia di Grosseto, infatti, supportano il documento delle associazioni di categoria a sostegno dei pastori stilato il 26 giugno scorso.
Dopo le ultimissime aggressioni subite dalle greggi della Maremma e dell’Amiata, dopo la dimostrazione dell’esasperazione dei pastori portata in piazza da Carmelo Masala di Manciano che si è visto predare 10 pecore in due giorni consecutivi con altri 10 capi dispersi, dopo due assemblee infuocate tenute dagli allevatori alla presenza delle associazioni di categoria e dei sindaci, e dopo, infine, il summit tenuto nella sede della Cia Grosseto anche con il deputato Luca Sani, presidente commissione agricoltura e Leonardo Marras capogruppo regionale Pd, adesso anche i sindaci chiedono subito un incontro con il governatore Enrico Rossi per il problema degli attacchi predatori e presentano un documento: «Ci attendiamo una risposta sugli impegni del protocollo che sono stati disattesi», dicono.
I sindaci fanno proprio il documento elaborato dalle associazioni del mondo agricolo Cia, Coldiretti e Confagricoltura e lo inviano al presidente della Regione, Enrico Rossi in cui si chiede un incontro urgente e una risposta. Ci si riferisce in particolare al fatto che il protocollo sottoscritto il 16 luglio 2014, sull’attuazione di interventi in materia di conservazione del lupo e di prevenzione o riduzione delle predazioni in Toscana, non è stato pienamente attuato in merito alla cattura degli ibridi per la tutela della biodiversità e per la chiusura della fase di monitoraggio con i risultati emersi. «Richiediamo – sostengono Cia, Coldiretti e Confagricoltura - l’immediata rimozione dal territorio toscano di soggetti ascrivibili allo status di ibridi, lupo, cane e chiediamo l’ implementazione delle azioni a tale scopo, distribuite omogenamente su scala regionale». Ma le associazioni si spingono oltre: vogliono andare, infatti, in Europa per la questione indennizzi: «Dato atto - si legge nel documento - delle diverse procedure per l’assegnazione dell’indennizzo del danno causato da predatori e del contributo in merito all’assegnazione degli strumenti di prevenzione, viene richiesta la rivisitazione della normativa che è oggi in vigore in regione Toscana e la sua notifica in Comunità Europea». Insomma si vuole che sia superato il contributo de minimis, irrisorio e insufficiente a coprire le perdite. E ancora «viene richiesto il sostegno economico, come previsto dallo stesso Piano operativo 2014/2016 alle aziende agricole». In sostanza le associazioni ribadiscono e sottolineano che la necessità del settore zootecnico non è quella di ricevere un semplice contributo, ma è invece quella di non subire la perdita di bestiame, ribadendo che anche l’Europa riconosce come principio fondamentale l’importanza delle attività economiche come valori del territorio e il diritto della società di utilizzare il proprio ambiente. Il documento si chiude con un appello alla rapidità: «La gravità della situazione- concludono - non permette ulteriori perdite di tempo ma urgenti e definitivi interventi che possano scongiurare manifestazioni incontrollabili causate dal disagio e dalla disperazione degli allevatori, come dimostrato anche dai recenti fatti di cronaca». Inoltre, da parte degli allevatori, è stata fatta presente la necessità di dover riconsiderare la compatibilità territoriale tra lupo e allevamenti a tutela di quest’ultimi. Per questa ragione le organizzazioni sindacali hanno auspicato la necessità di un urgente confronto congiunto tra tutti i soggetti, Unione Europea, Ministero dell’Ambiente, Regione per poter raffrontarsi sul fenomeno degli attacchi dei predatori.
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