Il dolore
Giustizia, 95% di adesioni alla protesta
Alta partecipazione all’assemblea del personale che si è svolta nell’androne della Procura
GROSSETO. Hanno partecipato in venti alla manifestazione di protesta indetta dalla Rappresentanza sindacale unitaria della Procura di Grosseto che per due ore hanno tenuto assemblea nell’androne degli uffici di via Monterosa per reclamare - così come i colleghi di altri uffici italiani - maggiore attenzione da parte del ministero della giustizia.
Venti percose che rappresentano il 95% del personale (il totale è di 35) considerando coloro che hanno garantito il presidio per i servizi essenziali e di urgenza e coloro che erano assenti per malattia o ferie. Non ha potuto partecipare il personale del Tribunale (ma ha comunque appoggiato la protesta) a causa di un disguido tecnico di organizzazione.
«Questa adesione - sostiene la Rsu - è frutto di un forte malcontento che serpeggia da anni tra il personale del ministero della Giustizia. Negli ultimi 20 anni in tutto il settore del pubblico impiego sono state riconosciute delle progressioni di carriera che hanno gratificato il personale sia economicamente che moralmente, questo però non è avvenuto per i dipendenti della Giustizia, che si hanno visto governi e ministri succedersi uno dopo l'altro, promettere di risolvere il problema e regolarmente uscire dalla porta lasciando le cose nello stesso stato di quando vi erano entrati. Il personale ha garantito sempre il massimo livello lavorativo, sopperendo a carenze di mezzi e di risorse senza mai lamentarsi. Il blocco del turn over, l'incremento del numero di cause e reati ha richiesto sempre un maggiore impegno».
Il personale degli uffici giudiziari si dice «stanco di comportamenti demagogici ed inconcludenti. Chiediamo al Ministro che non faccia ulteriori promesse, ma che si adoperi per trovare una celere soluzione ai problemi di disparità di trattamento che caratterizzano il personale giudiziario dal personale degli altri ministeri. Le progressioni di carriera, le riqualificazioni, i riconoscimenti economici che sono stati promessi negli anni e mai concessi hanno portato ad una difformità di trattamento tra i vari settori del pubblico impiego, ingiustificabile sotto ogni punto di vista. In questi anni il personale non ha fatto mai venire meno presenza, impegno, costanza e sostanza, certo che un domani il ministro avrebbe riconosciuto e premiato tali qualità». Dopo l’incontro con il ministro saranno eventualmente decise altre forme di protesta.
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