Il dolore
Rossano “Il Galeotto” è tornato nei guai
Aveva provato a ricominciare come ristoratore ma è stato condannato per truffa con l’utenza Enel
GROSSETO. Aveva lavorato per ricostruirsi un futuro, dopo un passato fatto di tanti, troppi, intoppi con la giustizia. Aveva aperto un ristorante e lo aveva significativamente chiamato "Il Galeotto", un modo per prendere scaramanticamente le distanze da un passato che invece si è riproposto in modo prepotente fino alle aule di giustizia. E proprio per "Il Galeotto", Rossano Marra, 50 anni, è finito di nuovo davanti al giudice: per una truffa legata alla fornitura di energia elettrica del ristorante e per un tentativo di frode in commercio con alimenti serviti nel suo esercizio.
Il ristorante ha chiuso tempo fa ma la giustizia adesso presenta il conto: 1 anno e 120 euro di multa la condanna inflitta dal giudice Muscogiuri per la truffa e il falso che Marra avrebbe commesso al momento dell'intestazione dell'utenza. Perché Marra (insieme a Marcello Vichi, assolto invece per non aver commesso il fatto) avrebbe indicato come intestataria un'ignara donna di 46 anni abitante a Grosseto, che nel 2011 si era vista recapitare una megabolletta da 2.500 euro, con tanto di solleciti da parte dell'Enel. La donna era caduta dalle nuvole; era andata all'indirizzo della fornitura per capire a chi era intestata; aveva parlato con Marra, che avrebbe cercato di allontanarsi. E Marra, secondo quanto ricostruito in aula, avrebbe addossato la colpa a Vichi. «Comunque abbiamo già risolto tutto», aveva detto il titolare del ristorante. E l'Enel? L'Enel aveva preso la richiesta per telefono da una persona di sesso maschile e la pratica comunque non era stata ancora formalizzata.
Quando la donna aveva ricevuto una seconda bolletta, era andata di nuovo a protestare da Marra, contro il quale era poi stata sporta querela (agosto 2011). Secondo Muscogiuri, Marra è sicuramente colpevole sia della truffa sia della falsa attestazione all'Enel, mentre non è dimostrata la responsabilità di Vichi. E a Marra, visti i precedenti, non è possibile concedere alcun beneficio. La Procura aveva chiesto 1 anno e 3 mesi.
Sarà invece il giudice Puliatti a stabilire se Rossano Marra, in concorso con la madre Teresa Parrotto (lei socio accomandatario e amministratore, lui socio e amministratore di fatto), abbia commesso un tentativo di frode in commercio quando - nel dicembre 2010 - la polizia amministrativa aveva effettuato un controllo al ristorante. Marra e la madre sono accusati di aver detenuto varie confezioni di tortelli, gamberi, gnocchi, ravioloni e patate surgelati ma non indicati come tali nel menu. Nell'imputazione anche 15 confezioni di lievito scadute di validità. E proprio ieri è stato chiamato a testimoniare l'ispettore del servizio prevenzione della Asl 9 che quella notte era stato chiamato dalla polizia per valutare i prodotti surgelati: «C’era del lievito con data di scadenza superata - ha detto l'ispettore - da 10-15 giorni ed era a disposizione del pizzaiolo, sul bancone. Una confezione era aperta. L'effetto è che la pizza non lievita se è scaduto. I tortelli e il resto erano già stati sequestrati dalla polizia». Sentito anche un pizzaiolo, che era sporadicamente al lavoro a Il Galeotto («mi chiamava Marra e faceva lui gli ordini della merce»). L'imputato sarà sentito nella prossima udienza, dopo i testimoni della polizia giudiziaria: ma non se ne parlerà prima del marzo del prossimo anno.
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