Gli allevatori si compattano e si muove anche la politica
Altre assemblee nelle zone colpite dalle predazioni, oggi summit a Grosseto «Siamo determinati, dalle istituzioni vogliamo avere risposte immediate»
GROSSETO. La protesta degli allevatori della provincia di Grosseto non si ferma. E dopo aver ripreso forza dall’incontro tenuto ad Arcidosso il 2 maggio e quello del 22 giugno di Manciano, adesso si espande a macchia d’olio.
L’altro giorno, infatti, nuovo incontro di allevatori, stavolta alle ex scuole elementari di Marrucheti (Campagnatico), dove si erano dati appuntamento i pastori della zona di Campagnatico, Montorsaio, Istia, Roselle, Laghi; ma erano presenti anche alcune rappresentanze di Manciano, Scansano e Amiata. Sirio Barzagli, che aveva organizzato, con altri, la serata, è soddisfatto di come è andata: «Eravamo oltre cento - racconta - la cosa è molto sentita, perché ormai da cinque anni anche qui da noi, tutti i giorni, vi sono predazioni. E pensare che fino ad allora non avevamo visto né lupi né ibridi. Purtroppo il quadro è molto cupo adesso, e bisogna metterci riparo. Fa piacere, nonostante la situazione sia critica, che tutte le nostre associazioni siano unite e determinate a risolvere il problema che sta dilagando in tutte le regioni italiane, dalla Toscana all’Emilia, dalle Marche all’Umbria al Trentino».
Enrico Rabazzi della Cia, che era ai Marrucheti, commenta: «Riunione tranquillissima, ma determinata. Perché non bisogna aver paura a pretendere che siano date risposte immediate alle nostre ragioni. Ormai gli attacchi quotidiani ai pastori si ripetono giorno e notte e veramente siamo pieni. La diminuzione di latte ci preoccupa moltissimo e così rischiamo di mandare a gambe all’aria una filiera che dà molti posti di lavoro».
Intanto dopo le assemblee degli allevatori e la manifestazione di Manciano di Carmelo Masala con le pecore predate esposte pubblicamente, è stata ritenuto di somma urgenza un incontro fra istituzioni, associazioni e allevatori che si terrà oggi nella sede della Cia. Vi parteciperanno, oltre che le organizzazioni di categoria, alcuni rappresentanti degli allevatori, i sindaci della provincia di Grosseto, l’onorevole Luca Sani, presidente commissione agricoltura, e Leonardo Marras, capogruppo regionale del partito democratico ed ex presidente della Provincia di Grosseto. Grande è l’attesa di tutti: «Si andranno a ridiscutere gli impegni presi dallo stesso governatore Enrico Rossi - annuncia Virgilio Manini allevatore di Saturnia - e se non ci saranno immediate risposte concrete, come le catture e i risarcimenti dei danni anche indotti, andremo a preparare quella manifestazione che abbiamo annunciato a Manciano».
Intanto non si fanno attendere le risposte di qualche allevatore alla Lav, a cui non piace l’idea di liberare il territorio dai predatori e che dice che in fin dei conti le pecore predate sono solamente lo 0,3 per cento dell’intero patrimonio ovino: «Che tornino a scuola quelli che fanno questi conti - afferma Giacomo Franceschelli allevatore amiatino - io ho perso in un paio d’anni 300 pecore e Carmelo Masala in tre anni, 500. Con questi numeri, a noi lo stipendio chi ce lo dà? Per quel che mi riguarda, non mi hanno salvato nemmeno i cani. E nove me li hanno avvelenati. Ma la Lav non ha speso una parola per loro. Forse perché sono cani di un pastore?».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
