Il Tirreno

Grosseto

Condannato per maltrattamenti

Condannato per maltrattamenti

Due anni e 4 mesi a un uomo dopo gli episodi di violenza in famiglia

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GROSSETO. Sono stati maltrattamenti in famiglia, secondo il giudice. Non è stato un semplice episodio, quello di uno schiaffo che pure l'imputato aveva ammesso, circoscritto a un momento isolato di follia nei confronti di lei, e che la difesa aveva sottolineato. E' stato un complesso di situazioni che evidentemente si sono ripetute. Il sostituto procuratore Giuseppe Coniglio aveva chiesto per lui 2 anni e mezzo, il giudice Sergio Compagnucci gli ha dato 2 anni e 4 mesi, condannandolo anche al pagamento delle spese di custodia, riconoscendolo invece estraneo alle accuse di violenza privata che gli erano state contestate nello stesso processo. Esclusa anche l'aggravante del danneggiamento. Le motivazioni saranno rese note entro la metà di settembre. Poi il difensore Fabiana Di Vincenzo deciderà se e come presentare appello contro la condanna.

E' una vicenda che si è articolata nel tempo quella che è passata nell'aula di giustizia, una vicenda avvenuta in un centro dell'entroterra maremmano, risalente a quattro anni fa. Sullo sfondo le questioni familiari complesse, rapporti affettivi deteriorati, non corrisposti, liti; ma anche rapporti di lavoro comuni e sereni. Lui, parlando in aula davanti al giudice, aveva negato a lungo tutto ciò che gli era stato contestato dopo le querele di lei. Un'autodifesa lunga e articolata, ancorata su quelle che sono state identificate come contraddizioni o strumentalizzazioni da parte di altri. Ha annuito, ieri in aula, ogni volta che il difensore ripercorreva nell'arringa i punti salienti che avrebbero indicato la sua totale estraneità dalle accuse.

Un tentativo di contrastare la gravità delle contestazioni mosse dal pm: impossibile per l'accusa non soffermarsi sulle misure cautelari adottate nel tempo come sui riesami respinti, indice di molto più che un'animosità dettata dal pur comprensibile dispiacere per quel figlio a cui lei invece voleva rinunciare.

La difesa aveva invocato in primo luogo l’assoluzione per il reato di maltrattamenti. (p.s.)

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