Castel del Piano nel ’700 La tavola va alla comunità
Da domani l’opera è del Comitato artistico e storico che la consegnerà al Comune Per acquistarla i consiglieri si sono autotassati, ma la sottoscrizione resta aperta
CASTEL DEL PIANO. Domani la tavola raffigurante Castel del Piano, dipinta nel 1739 da un esperto conoscitore del paese amiatino, entrerà in possesso del Comitato artistico e storico castelpianese e sarà poi consegnata al Comune che la esporrà a palazzo Nerucci. Per comprarla sono occorsi 7.000 euro e un grande appello alla generosità dei casteldelpianesi (e non solo loro) con una sottoscrizione.
All’acquisto hanno partecipato anche i consiglieri di maggioranza e minoranza del Comune che si sono “autotassati” e hanno versato 700 euro. La sottoscrizione pubblica, però, va avanti, anche se lentamente.
Si tratta di comprare una delle prime vedute del paese, tracciate su carta in una piccola tavola fornita, però, di moltissime didascalie che indicano luoghi e nomi, palazzi e chiese, un ottimo punto di partenza per storici e ricercatori che volessero cimentarsi in una ricostruzione precisa del paese di cui le immagini più antiche risalgono al XVI- XVII secolo e che non sono, comunque, così dettagliate, se si eccettua, poi, la fascinosa ipotesi, sostenuta da Andrea Brogi, architetto senese che col matematico Roberto Durazzi sostiene che la prima immagine di Castel del Piano sarebbe raffigurata nell’affresco del Guidoriccio di Simone Martini.
Quella che invece sarà acquisita dalla comunità è una vera fotografia molto dettagliata che svela la successiva trasformazione e destinazione d’uso degli edifici. Insomma una chicca.
Il Comitato recupero artistico e storico di Castel del Piano ha voluto con forza che questa tavola fosse comprata, deciso ad evitare che l’opera fosse acquisita da una proprietà esterna a Castel del Piano e per far sì che divenisse proprietà della comunità. Fu il Comitato ad avanzare al Comune la richiesta di concorrere all’acquisto , in occasione del 20º anniversario della sua costituzione. Il Comune ha accettato e ha dato il via a una sottoscrizione popolare perché non ha forze sufficienti per accollarsi l’onere dell’acquisto. Ma questa mancanza di fondi non ha fermato i consiglieri che si sono frugati in tasca.
«È un’opera che segna un punto di riferimento nella creazione della dimensione urbana di Castel del Piano e che, qualora fosse acquisita dagli attuali proprietari, arricchirebbe il patrimonio museale di Palazzo Nerucci», spiega il sindaco Franci.
Hanno contribuito sostanziosamente le tre aziende storiche, Corsini, Vallati e Tosti, che hanno promesso il loro sostegno, coprendo quasi la metà del costo della tavola. Ubaldo Corsini, presidente del Comitato, ricorda, comunque, all’amministrazione comunale, che si è impegnata a contribuire all’acquisto: «Sono contento – commenta –che i consiglieri abbiano contribuito e li ringrazio, come ringrazio i privati e le aziende che hanno versato il loro contributo nel conto apposito del comitato. Ma ricordo all’amministrazione di Castel del Piano l’impegno a partecipare».
Ognuno può ancora partecipare e sostenere questa iniziativa sottoscrivendo sul conto corrente Monte Paschi Siena Castel del Piano 8207.22 Iban IT70C0103072190000000820722, specificando «sottoscrizione per l’acquisto tavola Castel del Piano 700». Il versamento anche di piccole quote potranno essere effettuate da Marco Petri, ufficio economato.
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