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Servono aiuto e cure per i cani sequestrati
L’appello di una delle associazioni che ha contribuito all’intervento per liberare gli animali segregati
MASSA MARITTIMA. Il lieto fine sulla storia dei trenta cani sequestrati all’allevamento “fai da te” di Massa Marittima è ancora da scrivere. Certo, intanto sono stati tolti da quella zona degradata e ora tutti quanti, chi più chi meno in base alle condizioni di ciascuno, sta ricevendo le cure opportune. Ma quale destino li attende ancora nessuno lo sa.
Un passato turbolento e di fronte un futuro incerto, questi cani hanno l’unica certezza nel presente, rappresentato da quelle associazioni animaliste che li hanno presi in cura dal Comune e dall’Asl, dopo che sono stati tolti al loro proprietario, che aveva allestito vicino allo stadio massetano un canile abusivo. Ora però, sono queste associazioni a chiedere aiuto. «L'emergenza è appena iniziata – dicono – Abbiamo bisogno di aiuto per assicurar loro trattamenti veterinari cibo e un reinserimento ottimale. Hanno bisogno di tutto». Una di queste, l’associazione Maremma Randagia, spiega quale è la propria situazione. «Siamo una piccolissima associazione animalista formata da cinque ragazze che non ricevono nessuna sovvenzione pubblica, operiamo sul territorio e viviamo della generosità di chi ci conosce e che ha stima di noi». Proprio a loro, da aprile in poi, sono iniziate ad arrivare varie segnalazioni. Così sono andate a dare un’occhiata. «Non ci sono volute troppe ricerche perché tutti sapevano – spiegano – Erano anni che i cani versavano in quelle condizioni tant'è vero che negli anni, alcuni cani in condizioni disperate, furono raccolti da semplici cittadini e portati al canile di Ribolla con la speranza che fossero curati e riportati ad una esistenza dignitosa».
Poi il blitz di martedì mattina e il recupero di ben trentasei cani: venti se li è presi in custodia una veterinaria della zona, gli altri sono andati nello spazio allestito dalla Maremma Randagia in un campo vicino all’Aquapark di Follonica. Ed è proprio da qui che nasce l’appello dell’associazione. «Tutti e sedici i cani cercano adozione e le loro condizioni di salute sono da precarie a pessime – spiegano – Hanno bisogno di tutto: medicine, coperte, crocchette o semplicemente una carezza. Sono dolcissimi e spaventati dall'essere umano. Per chi volesse venire a conoscerli e contribuire al loro recupero anche semplicemente portandoli a fare una passeggiata ci contatti». Per farlo, basta andare sulla pagina facebook dell’associazione o contattare i numeri 320 6180544 o 339 7718688.
Alfredo Faetti
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