Attenzione
Un imprenditore per il futuro del Grifone
Alessandro Nuccilli conferma l'incontro con Camilli 20 giorni fa, ma ancora oggi non è arrivata la documentazione
GROSSETO. Alessandro Nuccilli e il Grosseto, o meglio e l'Unione Sportiva Grosseto... Il nome del giovane imprenditore romano (47 anni), è stato accostato nelle ultime ore, proprio alla vecchia Unione, ma cosa c'è di vero?
«Tocca a Piero Camilli decidere, se mi vuole, io sono sempre disponibile», le parole dello stesso Nuccilli, raggiunto ieri telefonicamente.
Ma come nasce questo interesse, uscito allo scoperto, dopo un suo incontro col sindaco Bonifazi, avvenuto martedì pomeriggio?
«A dire il vero, io sono stato dal sindaco per ben altri motivi. Per un progetto di edilizia turistica. Dovete sapere che io amo la Maremma e mi piacerebbe investire in qualcosa di bello, anche per le famiglie e dopo, siamo finiti a parlare di calcio e lo stesso Bonifazi mi ha raccontato della situazione del Grifone. Tuttavia, devo anche aggiungere che non credo sussistano le basi per iniziare un discorso di questo genere. Certo, mi dispiacerebbe veder scomparire il Grosseto. Dovete sapere che io sono un grande appassionato di calcio e mi piacerebbe dare una mano».
Ma perché dice che non sussistono le basi per una trattativa?
«Guardate, io conosco bene Piero Camilli. Lo stimo, è un bravo imprenditore e una bravissima persona. Con lui, ci siamo visti una ventina di giorni fa. Ma per me risulta impossibile imbastire una trattativa di questo genere, senza poter prendere visione dei libri contabili. Questo penso sia abbastanza comprensibile. Per cui ribadisco che non ci sono le basi, neanche per parlarne oggi. Io, per quello che potevo fare, ho fatto. Ma una società di calcio io la intendo come un'azienda e come tale vorrei gestirla. Penso di essere una persona un po' particolare, alla Ferrero diciamo. Ma sono anche una persona seria, trasparente e un giorno, vorrei essere un presidente modello e riportare le famiglie allo stadio. Quello mi piacerebbe fare. Ripeto, il calcio mi piace, così come la Maremma, ma fintanto che non hai il giocattolo in mano, non puoi parlarne».
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Ma allora, è possibile che lei possa essere interessato, se davvero Camilli non dovesse iscrivere la squadra alla Lega Pro? Magari in un progetto successivo?
«Potrebbe essere. Se il sindaco dovesse contattarmi, magari con un progetto serio per risalire subito».
Però in rete circolano tante cose; tra queste che lei prima avrebbe provato anche a prendere il Parma, è così?
«Non lo nego. Ma a Parma, i libri contabili li vidi e come poi avete avuto modo di vedere, nessuno è riuscito a far nulla per salvare la società ducale dal buco nero dove era sprofondata, per cui non se ne fece nulla».
Il suo nome è stato accostato pure al Cuneo...:
«Sono molto amico del presidente della società piemontese. Una persona squisita. Il Cuneo è una società modello per la Lega Pro. In questi giorni stiamo vedendo se arriviamo a definire il tutto. Di sicuro, il Cuneo lo iscriviamo al campionato».
E il Grosseto?
«Beh, ripeto, è tutto nelle mani di Piero Camilli. Ma ho anche la convinzione che da qui a fine mese, qualcosa accadrà».
Su questa ultima considerazione, nessun dubbio. Dopo il 30 di questo mese, il Grifone sarà o dentro o fuori dai professionisti. Là dove, proprio con Piero Camilli, ritornò molti anni addietro, per cominciare la fantastica ultima recente cavalcata.
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