Il Tirreno

Grosseto

Ippica sul piede di guerra, riunioni annullate

Ieri sciopero immediato, dopo che il ministero non ha dato garanzie sui pagamenti arretrati

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Ippica ancora sul piede di guerra, per l’ennesima volta negli ultimi anni. La manifestazione di protesta andata in scena ieri davanti alla sede del ministero delle politiche agricole ha deluso quanti si aspettavamo risposte certe da parte dei dirigenti ministeriali in merito al pagamento delle risorse pregresse (numerosi operatori attendono emolumenti addirittura del 2012), alla definizione del calendario definitivo fino a dicembre e soprattutto alla garanzia di invariabilità del montepremi annuale.

Le categorie di trotto e galoppo hanno così deciso di proclamare lo stato di agitazione immediato anche se le idee su quale forma di protesta tenere hanno diviso ancora una volta le varie anime ippiche. Di sicuro dalla giornata di giovedì numerosi allenatori hanno sospeso la dichiarazione dei partenti per le riunioni del weekend mentre per i convegni di corse già ufficiali ed in programma per giovedì e venerdì la disputa delle corse non subirà modifiche se non per eventuali ritiri decisi dagli allenatori e dai proprietari.

La data individuata per una possibile svolta è fissata nel 30 giugno, termine entro il quale i partecipanti alla manifestazione di ieri si attendono una nuova convocazione da parte del dipartimento ippico del Mipaaf, concreti affidamenti in merito alle disponibilità economiche impegnate ed alla garanzia per l'anno 2015 relativa a montepremi e stanziamento ippodromi oltre al rientro di quanto dovuto al settore per gli anni 2012 e 2013 stabilito per decreto della pubblica amministrazione.

Nel caso in cui non arrivassero notizie positive gli operatori valuteranno la non sostenibilità della prosecuzione dell’attività ippica in Italia «a questo costretti da un palese stato di default del settore non addebitabile e non ripianabile con ulteriori sacrifici degli ippici» come precisato in un comunicato congiunto. In pratica scuderie, allenatori, guidatori, proprietari ed allevatori contestano l’utilizzo di risorse destinate all’anno in corso per coprire i debiti pregressi ma le disponibilità ministeriali non consentono attualmente il reperimento dei fondi necessari nonostante le rassicurazioni più volte arrivate in passato da tecnici e politici.

Come spesso accade nell’ippica italiana però la protesta vedrà qualche sacca di resistenza visto che, ad esempio, gli operatori hanno permesso il confezionamento della riunione di corse al trotto in programma all’ippodromo di Cesena sabato 27 giugno mentre per Montecatini, Milano e Torino lo sciopero ha per il momento ottenuto l’annullamento dei convegni. (m.n.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini