Attenzione
In agosto via le piattaforme dal Giglio
Micoperi e Osservatorio fanno il punto sulle opere di ripristino del dopo Concordia: tutto finito a primavera 2016
ISOLA DEL GIGLIO. Tra un anno esatto al Giglio non ci sarà più neanche un segno tangibile del disastro. Resteranno i ricordi, le storie, le imprese e le difficoltà, ma non un solo bullone a ricordare né la grande nave arrugginita né il cantiere sottomarino che l’ha sorretta per due anni.
Per l’estate 2016, tutto sarà di nuovo come prima. Questo dice il cronoprogramma illustrato ieri sull’isola dalla Micoperi, l’azienda di Ravenna incaricata da Costa Crociere dei ripristini ambientali dopo la rimozione della Costa Concordia, fissando la prossima tappa importante ad agosto prossimo: «entro la fine dell’estate saranno rimosse le piattaforme» hanno detto i tecnici di fronte alla popolazione. Sarà questo un passo decisivo per poter restituire il cantiere, ossia terminare tutti i lavori, entro la fine dell’anno. Ed entro la primavera 2016, spariranno anche tutti i residui, dalle imbarcazioni degli operai alle strutture a terra. Sparirà tutto e l’isola tornerà quella di un tempo.
Per quanto riguarda la qualità delle acque marine, invece, il Giglio è e rimane un fiore. I dati Arpat confermano che i valori sono vicini alla perfezione e che lungo tutta la costa isolana non c’è nessun principio di contaminazione. Tanto ha spiegato Maria Sargentini, presidente dell’Osservatorio e rappresentate ieri per la Regione, all’incontro con la comunità gigliese. Non è il mare la questione da affrontare adesso, ma quello che ci sta sotto. Sono i sacchi pieni di malta cementizia ancora da togliere, i detriti, le mastodontiche piattaforme sottomarine installate davanti alla Gabbianara, dove il 13 gennaio 2012 si è adagiata la Concordia.
Buona parte del lavoro comunque è stata fatta. Gli uomini Micoperi hanno rimosso 80.000 tonnellate di detriti (ferro, cemento, materiali vari) in un’area di 30.000 metri quadrati; cento corpi morti con catene, che al tempo del cantiere erano stai posizionati, sono stati completamente eliminati, diecimila tonnellate di sacchi di cemento e malta sono stati portati a smaltire al porto di Piombino e altrettanti saranno presto smaltiti. «Siamo in linea con le prospettive del cronoprogramma annunciato all’inizio delle operazioni» dice il sindaco Sergio Ortelli, spiegando appunto che «l’appuntamento clou è ad agosto con la rimozione delle piattaforme».
Non sarà un lavoro da poco. Questi enormi pannelli saranno segati per poter essere rimossi pezzo per pezzo e lo stesso procedimento lo seguiranno i piloni su cui gli stessi poggiano. «La fase di taglio delle sei piattaforme posizionate come falso fondale è stata avviata» spiega Carlo Femiani, project manager Micoperi. Sarà una fase certamente più impattante, dal punto di vista visivo e sonoro, rispetto alle normali procedure che vengono fatte ogni giorno al Giglio, di cui è quasi impossibile accorgersi dalla terraferma. Ma l’idea che in pieno agosto queste piattaforme vengano segate e portate via non preoccupa più di tanto Ortelli. «Il cantiere è compatibile con l’isola, usando le dovute virgolette – dice il sindaco – Nessuno dei turisti si accorge di nulla e il traffico marittimo per arrivare al porto ormai scorre regolare». Al largo della Gabbianara è rimasto soltanto il Micoperi 30, un’imbarcazione necessaria per i lavori. «Quello è uno dei punti più belli del Giglio e deve essere restituito alla sua comunità», dice il sindaco.
Tutto secondo i piani, insomma. Le piattaforme si accingono a dare l’addio all’isola (nonostante l’ipotesi più volte rilanciata nei mesi scorsi di lasciarle lì per farne un’attrazione e una sorta di monumento alla memoria, subito rigettata dal Ministero dell’ambiente. Ed entro la fine dell’anno le seguiranno anche i sacchi e i detriti, lasciando finalmente libero il Giglio.
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