Sicurezza
Concordia, gli oblò infranti e la scena muta: Schettino racconta la sua verità in un libro
L’ex comandante non parla della tragedia ma lascia alle pagine, scritte con la giornalista Vittoriana Abate, la sua difesa
SORRENTO. Ha scelto Meta di Sorrento per sentirsi a casa. E la Casina dei Capitani per non sentirsi degradato. Francesco Schettino è tornato sul luogo del delitto, a debita distanza dal Giglio ma anche dai giornalisti. Almeno fino alle 21, l'ora del naufragio della Costa Concordia, quando ha sbottonato un suo pensiero, ormai sotto assedio, in riva al mare.
Fuori da quel raduno di capitani di lungo corso di Meta, scelto per la prima ufficiale del suo libro, montava l'attesa di quel brandello di verità inedita annunciata per giorni sulla tragedia. Lui, il comandante nato a Napoli 55 anni fa, condannato a 16 anni, è arrivato a bordo di un’auto e si è infilato in quel rifugio protetto, seguito poco dopo dall'autrice del libro Vittoriana Abate, scortata da una volante della polizia e da Cataldo Calabretta, uno dei legali del collegio difensivo di Schettino.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:1.11671609:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2015/06/24/news/la-scrittrice-del-libro-di-schettino-rivendica-la-dedica-alle-vittime-1.11671609]]
«Mi spiace ma qui entrano solo i soci e gli invitati», taglia corto Michele Miccio presidente della Casina, un edificio decadente realizzato nel 1890. «Per l'evento pubblico continuate verso il mare, alle 21 al lido Marinella di Meta». Ed eccolo, al lido, l'unico accusato del disastro. Camicia bianca, giacca blu, abbronzato e soprattutto convinto dall'avvocato a cedere alla pressione dei media. «Ho sottoposto ad alcuni esperti la mia disanima su quanto avvenne quel giorno, alcuni aspetti non considerati e tutti erano concordi nel ritenerla interessante», ha dichiarato Schettino. «Su questo presupposto è stato realizzato questo libro che ha suscitato molta curiosità». Fine del discorso.
Prima di lui e molto più di lui aveva parlato l'autrice del testo, diecimila copie stampate, 600 pagine. «Il libro non racconta la verità di Schettino - ha sottolineato Vittoriana Abate - ma vuole essere una ricostruzione giornalistica, con atti e documenti non considerati e utili forse a cercare un'altra verità. Secondo questa nuova ricostruzione ci sono altri responsabili. La dedica alle vittime è stato un gesto di cuore e non ha suscitato critiche da nessuno dei parenti delle vittime, a cui va il nostro pensiero».
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.11675194:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/dossier/costa-concordia/concordia-il-libro-di-schettino-abate-ecco-perche-la-dedica-alle-vittime/48441/49621]]
Scovare fatti nuovi e "verità sommerse" tra le oltre 600 pagine sembra un'impresa. "Morire o salire sulla scialuppa", è il capitolo cruciale. "Improvvisamente irrompe il rumore dei vetri infranti, causato dalla rottura degli oblò sul lato destro della nave… - dice uno stralcio -. Informazione di vitale importanza che il secondo ufficiale avrebbe dovuto riferire al ponte di comando. Questa informazione sulla plancia non è mai arrivata. La rottura degli oblò indicava che la nave sarebbe affondata". Sviste delle indagini, suggerisce l'autrice.
L'editore Piero Graus aggiunge: «L'idea del libro è nata due anni fa ma non chiedetemi se è di lei o di lui», sorride. «È un libro inchiesta e noi puntiamo sui cavalli vincenti». È quasi notte, la conferenza in lido al mare alimenta da due ore la verità di parte: «la manovra del comandante Schettino quella tragica notte fu perfetta». Dunque, nessun colpo di teatro. Il caso Schettino sarebbe stato un esempio di informazione incompleta. Per ora il comandante di Meta è entrato nelle citazioni come esempio da non seguire. Nel libro "Il mare, le guerre, la vita", l'80enne Italo Abbate (con due b) racconta il padre Luciano, capitano della leggendaria Paganini che sotto le bombe e il cielo di Tripoli salvava pure i piloti nemici. Un riferimento "a quell'altro prode nocchiero di Sorrento rifugiatosi al Giglio".
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.11674587:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.11674587:1652046628/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.11674865:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.11674865:1652046628/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.11674867:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.11674867:1652046628/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

