Gioco
Gli animalisti: assurdo sparare ai lupi e le difese ci sono già
La Lav mette in guardia dal rischio di incorrere in una procedura d’infrazione Ue. «Tante aziende non hanno recinti né cani da guardia o altri sistemi di sorveglianza»
GROSSETO. «Una proposta assurda, anche sulla base del danno effettivo che la specie lupo produce», così la Lav, attraverso il consigliere nazionale Giacomo Bottinelli, commenta la richiesta di modifica della direttiva Habitat avanzata al termine dell'assemblea di pastori che si è tenuta l’altra sera al caseificio di Manciano; assemblea in cui è stato chiesto di poter sparare ai lupi.
«A frenare gli animi però – sottolineano dalla Lav – sono intervenuti subito il veterinario capo della Asl 9, Paolo Madrucci, e il funzionario provinciale Fabio Fabbri, che hanno ridimensionato le aspettative dei pastori rispetto a modifiche delle norme nazionali e comunitarie a tutela del lupo, pur non essendo personaggi vicini alle tematiche animaliste. L'eventualità che si permetta di sparare ai lupi, peraltro, esporrebbe il nostro Paese all'apertura di una procedura d'infrazione da parte della Commissione europea per violazione della direttiva europea Habitat, come già avvenuto recentemente in Svezia, dove la decisione di uccidere quote di lupi considerati in eccedenza, ha portato a due richiami da parte della Commissione di Bruxelles, e al rischio di un processo davanti alla Corte di Giustizia europea».
«Le pecore interessate da predazioni in Italia – dicono ancora dalla Lav – sono solo lo 0,3% del cosiddetto patrimonio zootecnico ovino, una parte assolutamente minima. Una buona parte delle predazioni, peraltro, è messa in atto da cani mal gestiti. Inoltre, in provincia di Grosseto, secondo dati ufficiali, tra le aziende che hanno subito predazioni nel 2014, il 98% non è sorvegliato dal pastore, l'85% non ha recinti anti predatore, il 57% non ha cani da guardiania, il 41% ha solo due cani ogni 500 pecore».
«Le richieste dei pastori, e della minoranza di sindaci, solo 7 sui 28 della provincia – affermano dalla Lav – sono prive di senso e irresponsabili; da anni la nostra associazione si batte contro queste derive estremiste della pastorizia e demagogiche di una parte minoritaria della politica locale, che non sembrano tener conto della possibilità di indennizzi e contributi per le misure di difesa come recinzioni, cani da guardiania ed altro ancora e i tre milioni di euro stanziati dalla Regione per la prevenzione delle predazioni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
