Italia
Flash mob per le terme
Gli Amici del Petriolo chiedono attenzione a enti e proprietà
SIENA. Gli Amici dei Bagni di Petriolo non si rassegnano. Ancora una volta hanno manifestato per richiamare l’attenzione sulla situazione di degrado in cui versano le terme, adesso minacciate - sostengono - dal cantiere del raddoppio della Grosseto-Siena.
Così ieri hanno manifestato con cartelli davanti gli uffici pubblici della città di Siena, stile flash mob. «L'ultimo colpo mortale a questo unico esempio di stazione termale medievale - scrivono - può essere sferzato dai mezzi del cantiere per il raddoppio della Siena-Grosseto che transitano su una pista attraverso l’area storica, accanto alle vetuste vestigia; recentemente si è verificato un crollo di parte delle mura storiche sulle quali non erano stati eseguiti lavori di consolidamento e messa in sicurezza, peraltro chiaramente imposti, nel 2013, dalla Soprintendenza. Il pericolo di crollo era stato, da tempo paventato come imminente dagli “Amici” e da “Italia Nostra”, ma totalmente sottostimato dai responsabili del cantiere e da chi ricopre il compito istituzionale di vigilare e tutelare l’ambiente ed i beni storici»
Gli Amici dei Bagni del Petriolo hanno inviato una lettera con le loro richieste a Unipol, proprietaria dell’area e degli immobili storici, alla Prefettura, alla Provincia e alla Soprintendenza in virtù del ruolo e delle competenze che ciascuna ricopre. E la consegna della lettera è avvenuta appunto con l’accompagnamento dei cartelli di protesta. Alla Soprintendenza si chiede se è vero «che il consolidamento delle mura crollate non è stato ancora eseguito». Alla Prefettura viene chiesto di fare chiarezza sui sensori antivibrazione. Alla Provincia, che detiene il 96% dello stabilimento “Terme Petriolo spa”, viene chiesta «ragione dell’evidente degrado»
A Unipol, gli Amici chiedono «perché non si preoccupi del degrado in cui versa il complesso monumentale, compresa la storica locanda medievale, oggi completamente vandalizzata». Se tutti collaborassero, è la conclusione, « Petriolo sarebbe ancora, come ai tempi di Papa Pio II, un importante centro termale».
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