Terrazzo abusivo denunciato su Facebook
Finisce in Procura la segnalazione dei portercolesi: la proprietaria non lo ha ancora rimosso
PORTO ERCOLE. Non era sfuggito ai portercolesi un terrazzino bianco un po' particolare che faceva bella mostra di sé in paese. Gli abitanti di Porto Ercole avevano fotografato quel terrazzino e lo avevano postato su Facebook. Alle foto erano seguite delle segnalazioni anonime al Comune a cui, l'Ente, complice anche il social network ha dato seguito. Erano partiti quindi i controlli per far luce su una struttura che all'occhio, ai cittadini “profani” delle leggi sull'urbanistica, tanto regolare non sembrava. Ma dato che quello che conta è la legge, i vigili di Monte Argentario avevano suonato alla porta di quella abitazione per fare degli accertamenti. Il permesso per la copertura del balconcino i proprietari lo avevano avuto da Siena e il Segretario comunale del promontorio lo aveva a suo tempo concesso, in via temporanea, fino al 30 settembre 2014. A ottobre però, tutto risultava però ancora li. «Lucio Luzzetti, segretario comunale – racconta Michele Lubrano, assessore e delegato a Porto Ercole – mandò i vigili per sollecitare lo smontaggio della struttura. Ma i vigili, per ben due volte, non furono fatti entrare nell'appartamento». A questo punto alla polizia municipale argentarina non è rimasto che presentarsi in quella casa con un atto della Procura della Repubblica. In quell’occasione i vigili e un tecnico, l'architetto comunale, Andrea de Sensi, hanno provveduto a fare tutta una serie di accertamenti sull'intera abitazione. Alla proprietaria è stato poi intimato di smontare la struttura ma la donna non ha ottemperato. Due mesi fa, perciò, i vigili hanno fatto un esposto alla Procura dichiarando un abuso, presentando anche un atto relativo agli accertamenti fatti all'interno della casa. Questo avveniva alcuni mesi fa. Oggi si scopre che la proprietaria del “gabbiotto” come lo ha chiamato l'assessore Lubrano è la stessa che ha presentato l'esposto alla Procura per la canna fumaria del ristorante la Pinta. «Sono mesi – conferma Lubrano - che il Comune si è mosso per cercare di far rispettare la legge. Aspettiamo che la Procura faccia i suoi accertamenti». Riguardo al terrazzino da smontare e che ancora è lì, come spiega l'assessore portecolese «la signora forse pensa di poterlo tenere perché il permesso della Soprintendenza è per 5 anni. È vero ma in virtù di un parere paesaggistico. Per l'edilizia privata si deve seguire il regolamento urbanistico comunale e quel terrazzino li, in base al nostro regolamento urbanistico, ha avuto una autorizzazione temporanea e deve essere smontato». Agli enti preposti l'ardua sentenza. (i.a.)
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