Il Tirreno

Grosseto

Pd, la sfida è tra Simiani e Alessandri

di Gabriele Baldanzi
Pd, la sfida è tra Simiani e Alessandri

Uno ha avuto l’ok da Marras, l’altro sarebbe sostenuto da Borghi. Ma non si esclude il terzo incomodo

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GROSSETO. Marco Simiani sta provando di nuovo a scalare il Pd. Da qualche giorno ha manifestato alle persone più vicine la sua disponibilità/candidatura ad avvicendare l’attuale segretaria Barbara Pinzuti (che ha rimesso il mandato il giorno dopo le elezioni regionali).

L’ex presidente di Rama ha incassato, tra gli altri, il via libera del neocapogruppo del Pd toscano Leonardo Marras. Sul fronte opposto sta maturando, però, un’altra candidatura, quella del medico Massimo Alessandri, che in questa missione (prendere la guida della “ditta”) è associato al vicesindaco Paolo Borghi. La contrapposizione tra i due potrebbe alla fine favorire Barbara Pinzuti o forse, più probabile, una terza persona.

Sono giornate di incontri, conteggi, pronostici. Come negli scacchi, quando una partita si mette male, c’è chi punta alla stallo, chi invece a mettere sotto scacco il re, anzi la regina. Domani sera è fissata la direzione provinciale, mentre l’assemblea – organismo mammut composto da oltre 250 membri – potrebbe slittare dal 29 giugno a domenica 4 (o forse lunedì 5 luglio). Dipende dalla disponibilità del segretario provinciale Dario Parrini. È improprio chiamarlo così - perché la base non sarà sentita – ma di fatto in casa Pd sembra di vivere un precongresso. Simiani e Alessandri – con le rispettive truppe - nelle ultime ore sono alla ricerca di consensi. Per entrambi si tratta di una sfida a handicap, trattandosi di uomini che, per il loro passato, non aggregano.

Il primo già provato e sconfitto in diverse battaglie (la segreteria, le parlamentarie), il secondo uscito da tempo dal cerchio magico di Marras e ritenuto l’ideologo delle preferenze secche a Valentina Culicchi nella recente tornata elettorale. Figure che non aggregano laddove invece, per prendere il posto della Pinzuti, serve la maggioranza dei membri dell’assemblea (130, uno più, uno meno). E allora ecco che nella situazione di stallo che si va delineando tornano a salire, nel borsino, le azioni della Pinzuti. L’asse Pinzuti-Sani può infatti contare su oltre 80 dirigenti, che rappresentano l’ago della bilancia.

Difficile immaginare il deputato o la segretaria che appoggiano Simiani, eppure alcuni beninformati raccontano che abbocchi e scambi di messaggi ci sono stati e che questo scenario all’oggi non è poi così improbabile. Ma anche il gruppo di Alessandri – proprio attraverso il vicesindaco di Grosseto Borghi – sta tenendo aperto un canale con il deputato. E alla fine in un gioco di incroci e veti viene il dubbio che qualcuno millanti… Infine sotto traccia c’è anche chi lavora a un piano B, che vedrebbe Grosseto (dove si voterà nella primavera del 2016) “costretta” a rinunciare al segretario provinciale a favore della periferia.

Piace a molti Giacomo Termine, giovanissimo sindaco di Monterotondo Marittimo, una scommessa, un rischio, un coraggioso rilancio che eviterebbe accordi al ribasso. Il nodo è la sua disponibilità. In alternativa c’è la soluzione istituzionale, ecumenica: Riccardo Vannozzi, attuale presidente dell’assemblea. Che non dispiacerebbe alla segretaria Pinzuti, ma di fronte alla quale nicchiano sia Marras che Borghi.

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