Il Tirreno

Grosseto

Rubano un fuoristrada due volte in pochi mesi

Francesca Gori
Una Range Rover
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Una Range Rover

L’auto era parcheggiata tra una colonna e un’altra vettura per evitare il furto: portata via dopo essere stata sollevata e messa su dei carrelli

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GROSSETO. Se fosse un racconto rientrerebbe probabilmente nella catagoria romanzo, in pagine nelle quali l’autore potrebbe sbizzarrirsi ad inventare una storia quasi impossibile da credere. Invece, quello che è successo a Remo Rosi, imprenditore di Grosseto, è stato cristallizzato ieri sera in una denuncia. Ma soprattutto, è vero.

Al centro di questa vicenda degna di un racconto del miglior Carver c’è un’auto, una Range Rover rubata due volte. Che non si è salvata dalle mani dei ladri nemmeno dopo che l’imprenditore aveva studiato uno stratagemma per metterla al sicuro. O almeno, così pensava.

L’assurda vicenda che ha per protagonista il fuoristrada dell’imprenditore comincia a febbraio. «Me la rubarono dal parcheggio sotto casa - racconta - e la polizia la ritrovò subito il giorno dopo a Roma e mi fu restituita». La prima parte della storia dell’auto di Remo Rosi era finita nel migliore dei modi. E l’imprenditore, dopo quella brutta avventura, aveva deciso di rendere la vita impossibile ai ladri. «Ogni sera, quando arrivavo a casa - spiega - la mettevo sempre nel parcheggio assicurandomi che il muso dell’auto fosso praticamente appoggiato alla colonna del parcheggio e mettendo l’auto di mia moglie dietro, per evitare che riuscissero a fare manovra». In quel modo, rubare il fuoristrada sarebbe stato davvero un’impresa. Ma ieri mattina, quando poco prima delle 8 l’imprenditore è uscito di casa, dal palazzo nella zona del Verde Maremma dove vive insieme ad altri sedici condomini, il suo fuoristrada non c’era più. C’era la colonna, quella non poteva certo essersi spostata, e c’era l’auto della moglie che proprio lui, domenica sera intorno alle 23 aveva messo praticamente attaccata alla sua. «Probabilmente sono riusciti ad alzarla - dice ancora - a metterla su alcuni carrellini e a spostarla, altrimenti era impossibile portarla via da lì».

Quando l’imprenditore ha visto quel posto vuoto ha avuto un tuffo al cuore. Anche quell’espediente, pur geniale, non era servito a salvare il suo fuoristrada. «A questo punto non ci si salva più - dice ancora - e se questa volta dovessero ritrovare quell’auto, giuro che la vendo. Non è possibile andare avanti così: l’auto aveva anche l’allarme ma sicuramente è stato disattivato prima e nessuno nel condominio si è accorto di nulla».

Hanno agito senza far rumore, i ladri. Trovando il modo di portare via quell’auto “sfilandola” da un lato del parcheggio.

@francegori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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