Il Tirreno

Grosseto

MASSA MARITTIMA

Ok l’asta per vendere 30 vitelli

L’Unione dei Comuni incassa 13.000 euro per il centro del Filetto

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MASSA MARITTIMA. Una trentina di capi di bestiame ha fruttato alle casse dell’Unione dei Comuni Colline Metallifere circa tredicimila euro. Tanto è arrivato dall’asta pubblica per vendere fattrici e vitelli allevati nei pascoli del Filetto di Massa Marittima, il centro aperto dal 1967 in cui crescono e vengono fatte ricerche sulla razza bovina maremmana.

Il bando di gara era stato pubblicato alla fine di maggio e prevedeva la vendita di un torello, tre fattrici e trenta vitelli (maschi e femmine) nati nell’anno 2014. Le offerte non sono mancate e il giorno dell’apertura delle buste la commissione ha trovato sul tavolo richiesta da parte di azienda provenienti da tutta Italia, ma gli animali sono rimasti comunque in Toscana. Sono due infatti le ditte agricole che si sono aggiudicati gli undici lotti (così è stato suddiviso il bestiame, vendendo anche più di un vitello alla volta) sono due ed entrambe della nostra regione: una è di Sansepolcro, in provincia di Arezzo, l’altra di Montefoscoli-Palaia, nel Pisano. La prima ha presentato un’offerta di diecimila e ottocento euro, abbastanza per portarsi a casa ben otto lotti degli undici a disposizione (compreso il torello e le fattrici), mentre la seconda per duemila e novanta euro si è aggiudicata tre lotti, ossia i vitelli.

Un bel gruzzolo, che sarà utile per continuare a investire sul centro zoo-tecnico del Filetto. Una struttura che comprende mille ettari di terreno, tra pascoli e boschi, ma anche edifici e manufatti utilizzati come magazzini e depositi. L’allevamento è allo stato brado di tipo estensivo. Un’eccellenza che porta avanti due scopi: conservare una razza caratteristica e significativa del paesaggio maremmano e della biodiversità biologica e dimostrare l’appetibilità della carne bovina maremmana e la possibilità di allevamento a costi contenuti.

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