Sicurezza
La salma di Lubo tornerà in Slovacchia
Niente autopsia sul corpo del cameriere morto in un incidente stradale: confermato il colpo di sonno
CAPALBIO. Il corpo di Lubomir Tobiasek, l'uomo di origini slovacche morto in un incidente stradale nella notte tra sabato 20 e domenica 21 giugno nella strada di Valmarina a Capalbio dopo aver finito di lavorare al ristorante Carmen Bay, farà rientro in Slovacchia dopo che saranno espletate le pratiche per l'espatrio. Questa la decisione presa dalla famiglia dell'uomo.
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Nessun funerale, dunque, nella terra che lo ospitava da circa dieci anni e nella quale aveva trovato l'amore e si era ricostruito una famiglia con la sua compagna Sabrina. Sabrina, la donna che la notte fra sabato e domenica lo aspettava nella sua casa dove, purtroppo, non ha fatto più ritorno.
La notizia della morte dell'uomo ha colpito tutti, non solo nella zona di Macchiatonda dove Lubomir lavorava e che era diventa la sua seconda casa ma anche nelle zone vicine a Magliano in Toscana, dove la sua compagna è conosciuta e dove c'è sgomento e incredulità per quanto successo.
Morire alle prime luci dell'alba del solstizio d'estate, con tutta una stagione davanti da vivere e tutta una vita di affetti e di speranze da portare avanti, lascia tutti senza parole. Era pieno di speranze Lubomir, quelle speranze che vengono da un amore trovato in una terra lontana dalla sua casa, da quel figlio che amava e che avrebbe voluto vicino ma che invece viveva con la madre lontano da lui.
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La salma è stata consegnata alla famiglia nella giornata di ieri, luned' 22 giugno. Non è stata effettuata nessuna autopsia perché probabilmente sarà stato confermato il colpo di sonno che ha strappato l'uomo ai suoi cari. Colleghi di lavoro, amici che non sanno darsi pace per una vita stroncata troppo presto e nel momento più bello.
Lubo, come lo chiamavano in molti per semplicità e per abbreviare un nome diverso dal solito aveva trovato finalmente la pace, era sereno e felice con la sua compagna. Non aveva avuto una vita facile ma finalmente sembrava che le cose filassero per il verso giusto. E proprio nel momento più bello, l'esito più tragico, quello più inaspettato a cui nessuno vorrebbe mai assistere. E fra coloro che ieri ricordavano con le lacrime agli occhi e la morte nel cuore il loro amico scomparso c'era un'unica convinzione. Non si può morire così, al termine di una giornata di lavoro, sopraffatti dalla stanchezza, sopraffatti da un sonno da cui ora Lubo non si sveglierà più. Stava lavorando a più non posso l'uomo, era stanco e forse tutta quella stanchezza accumulata col tempo gli ha presentato il conto alle prime ore di domenica. Una stanchezza con la quale aveva imparato a convivere lavorando fino a tardi. Una stanchezza che, questa volta l'ha tradito per sempre. Lubomir riposerà nella sua terra, lontano dalla sua Sabrina ma il suo ricordo in questo spicchio di Maremma che lo ha accolto resterà per sempre.
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