Sicurezza
La destra attacca sull’eredità Gianferotti
Il Comune vuole vendere gli immobili lasciati dal benefattore: «Un atto senza trasparenza»
SCARLINO. Probabilmente, Edoardo Gianferotti non avrebbe mai pensato che la sua eredità portasse più discussioni che felicità. Il patrimonio lasciato al Comune dal benefattore di Scarlino, quantificabile in circa un milione e duecentomila euro in contanti più fondi e terreni, torna infatti al centro della discussione politica, dopo che l’amministrazione ha deciso di mettere in vendita gli immobili lasciati nel testamento.
«Resto esterrefatto» dice Enrico Pastorelli, consigliere comunale d’opposizione per il gruppo Il Coraggio di cambiare, il primo a sollevare il caso e a chiedere spiegazioni direttamente al sindaco Marcello Stella. Una risposta che «non è ancora arrivata», denunciano le forze della destra scarlinese, sposando la causa.
Era il 2009 quando Gianferotti venne a mancare, lasciando i suoi beni alla famiglia e al Comune (c’è stata anche una lunga trattativa tra le due parti per arrivare ad un accordo) e l’allora sindaco Maurizio Bizzarri decise di spendere il milione di euro nella costruzione della nuova scuola elementare dello Scalo e di destinare gli immobili e il terreno a un progetto utile alla comunità, da scegliere tra tamponare l’esigenza abitativa fino alla creazione di un parco tematico.
Oggi sembra però un’altra storia. «Resto esterrefatto – dice Pastorelli – nel vedere che il successore di Bizzarri nonché vicesindaco, Marcello Stella, cambi totalmente la filosofia tenuta nella scorsa legislatura mettendo in vendita tutto il patrimonio, per altro in modo poco chiaro». È proprio questo punto, la trasparenza, quello su cui preme maggiormente Pastorelli. «Non si capisce la finalità di tale monetizzazione – continua – Stiamo assistendo ad un altro atto di mala gestione o abbiamo bisogno di un così importante gettito? Tenendo conto anche che il Comune è proprietario di altri immobili». Ecco perché l’insistenza di avere una risposta da Stella. La stessa che chiedono in una nota congiunta Fratelli d’Italia e Alleanza Nazionale di Scarlino. «Siccome Gianferotti lasciò i suoi beni alla comunità scarlinese, considerato che dagli atti consiliari emerge un cospicuo avanzo di bilancio, non si comprendono i motivi della vendita dei beni della collettività, a meno che non servano a ripianare il milione e ottocentomila euro di credito vantato dal Comune per tasse e imposte non pagate da cittadini e imprese scarlinesi, e che probabilmente sono inesigibili – si legge nella nota – Gli scarlinesi, veri beneficiari del lascito Gianferotti, aspettano una sollecita risposta».
Da qui, la proposta di Pastorelli. «Non sarebbe il caso di interpellare la volontà dei proprietari (i cittadini) visto che questi beni non hanno visto nessun impegno di bilancio e tutte le fasi si sono svolte utilizzando la parte monetaria?».
Alfredo Faetti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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