Il Tirreno

Grosseto

Chiesta la testa di Carosi

di Maurizio Bernardini

Il passo indietro sulla pedonalizzazione del centro scatena la bagarre

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GROSSETO. Centro storico ed equilibri politici: ora la battaglia sul pedonale si sposta nel palazzo. Mentre il sindaco cerca di tenere ben ferma la linea, traballa l’assessore alla viabilità, Arsenio Carosi.

Sin dall’inizio poco convinto dall’idea di un cuore cittadino ancor più pedonale, domenica scorsa l’uomo della giunta ha ribadito quel che da sempre va bisbigliando in sede più o meno riservata: «La sperimentazione è stata un mezzo fallimento». Apriti cielo. A tirar legnate ci pensano i consiglieri Pd Stefano Rosini, Davide Buzzetti e il capogruppo della civica Grosseto oggi, Massimo Felicioni. Tutti convinti nell’evidenziare carenze e inefficienze di Carosi, tanto da chiederne, chi più in modo diretto, chi in maniera velata, le dimissioni. «C’è stato un unico vero grande responsabile lasciato libero di non fare ciò che la città chiedeva: l’assessore Carosi. Lo stesso – tuona Felicioni - che permette ai vigili urbani di passare in auto e furgone in pattuglia in centro anziché organizzare pattuglie a piedi e vigili di quartiere come da me più volte richiesto». Poi la bordata: «l’assessore tiri fuori i questionari (fatti lo scorso anno a fine sperimentazione) che danno ragione a noi e si dimetta. Non si è mai confrontato sul punto e non ha mai fatto conoscere neppure il piano di mobilità urbana. Così deve amministrare un buon assessore? Non credo». Chi sostiene l’allargamento dell’area pedonale in centro, maggiori vincoli alle auto e revisione degli orari d’ingresso e uscita a disposizione dei fornitori dei locali dentro Mura guarda solo una cosa: la mozione della primavera 2014. Quella approvata dal consiglio. «Quel percorso – dice Buzzetti – è valido e in atto. Sono sorprendenti le valutazioni di Carosi. Sia da un punto di vista istituzionale che politico. La volontà del consiglio, va rispettata. L’assessore è un nominato, non un eletto. Se non se la sente più di rappresentare il consiglio ne tragga le conseguenze. Anche perché la città di tutto ha bisogno, tranne che di assessori garanti della conservazione». Forte anche la reazione di Rosini, il primo firmatario della mozione. Le parole di Carosi? «macigni insormontabili». Qualcosa che «oscura come un’eclissi totale il progetto politico dell’amministrazione a maggioranza Pd anche da me sostenuta». Secondo Rosini la città deve aprirsi al futuro, non restare immobile. Cosa che invece accade quando chi amministra «ha paura di scontentare qualcuno». Il non governare, «facilita la propaganda politica, ma questo è un altro punto. Di sicuro non possiamo rimanere imbalsamati nei vecchi schemi. Una politica stantia non può far altro che far arretrare la città».

Carosi non condivide le scelte del consiglio? «Allora ne tragga le conseguenze». E Stefania Laurenti (Pd, altra firmataria della mozione iniziale) su Facebook esterna le difficoltà emerse dal modus operandi della sperimentazione («non basta fare leggi, occorre far sì che funzionino. Farle rispettare»), ma difende la scelta di fondo («fatta in buona fede»). E le opposizioni? Mentre Lega e Fratelli d’Italia antepongono a ogni ragionamento pedonale sicurezza e decoro del centro, Forza Italia conferma la linea moderata: «Bene il giro di vite su permessi e mezzi, ma in quest’argomento – dice Luca Agresti – non dobbiamo ragionare in modo drastico. Una cosa è certa: il centro ha bisogno di ben altri arredi e iniziative. Tutt’altro che le chiacchiere». Intanto il sindaco dà una condotta precisa: gli esiti della consultazione pubblica messa in piedi a fine sperimentazione passeranno dal consiglio comunale «per una decisione definitiva». Tutto come negli auspici di Francesco Giorgi (Psi, altro sponsor del pedonale). Bonifazi parla della pedonalizzazione di piazza della Palma: «esperimento che non è morto e sepolto. Coerentemente con gli indirizzi dati dal consiglio, l’amministrazione ha intenzione di riprendere in mano la questione».

Tutto, tanto per usare le parole di Bonifazi, «al di là delle posizioni personali». Più chiaro di così...

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