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il caso internazionale

Arrestato pericoloso killer Era in vacanza a Punta Ala

PUNTA ALA. È pericoloso e violento. Autore di diverse rapine, una sfociata anche nel sangue. Aveva ucciso un uomo a pugni, nel 2008, e poi insieme a un complice, ne aveva nascosto il cadavere sotto...

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PUNTA ALA. È pericoloso e violento. Autore di diverse rapine, una sfociata anche nel sangue. Aveva ucciso un uomo a pugni, nel 2008, e poi insieme a un complice, ne aveva nascosto il cadavere sotto terra. Lo aveva massacrato di botte per portargli via i soldi.

Poi, dalla Bielorussia dove era nato 35 anni fa, si era trasferito nella Repubblica Ceca dove tutt'ora ha la residenza e aveva fatto perdere le proprie tracce alla polizia bielorussa che lo stava cercando, arrivando in Maremma. A Punta Ala, dove gli uomini della squadra mobile della questura lo hanno trovato domenica mattina.

L'uomo era in un albergo di lusso. Era arrivato con la sua compagna per trascorrere qualche giorno di vacanza in maremma dalla Repubblica ceca. Aveva parcheggiato la sua lussuosa Mercedes davanti alla struttura ricettiva scelta sabato sera, aveva scaricato i bagagli e preso una camera.

La polizia del suo Paese, però, aveva emesso un mandato di cattura internazionale nel 2013 per i reati di omicidio e rapine aggravate.

Il delitto più grave che è stato contestato al trentaciqnuenne è stato un omicidio commesso durante una rapina nel 2008 a seguito della quale, dopo aver portato via i soldi, aveva con l’aiuto di un complice nascosto sotto terra il cadavere della vittima.

L'Interpol lo stava cercando dappertutto e aveva anche avvertito i colleghi delle questure italiane su quanto quell'uomo fosse considerato pericoloso e violento.

Gli uomini della squadra mobile lo hanno trovato proprio mentre stava uscendo dalla hall dell’albergo in compagnia della ragazza, pronto per andare al mare. Lo hanno riconosciuto, ma si sono accorti che per non farsi prendere e per non essere rintracciato, aveva ricoperto alcuni tatuaggi, alcuni tribali, che aveva sulle braccia e che erano noti alla polizia bielorussa con delle strisce nere. Una volta accompagnato in questura, insieme a un’interprete, al trentacinqnquenne sono state prese le impronte digitali e l’uomo è stato finalmente identificato. Era il bielorusso che dal 2008 aveva fatto perdere le proprie tracce e che quest’anno aveva deciso di concedersi una vacanza in Maremma. Ma gli uomini della mobile sono arrivati prima che potesse mettere piede sulla spiaggia. Al posto dell’albergo di lusso che aveva scelto, da domenica, l’uomo si è dovuto accontentare di una cella nel carcere di via Saffi in attesa dei documenti per l'estradizione. (f.g.)

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