Vitellino appena nato sbranato in un allevamento alla Vignaccia
Un vitellino appena nato straziato e ucciso da un predatore. Adesso la mattanza degli animali da allevamento travalica i greggi e arriva alle bestie più grandi, come i vitelli (o anche i somari, come...
Un vitellino appena nato straziato e ucciso da un predatore. Adesso la mattanza degli animali da allevamento travalica i greggi e arriva alle bestie più grandi, come i vitelli (o anche i somari, come già di recente successo). Ieri mattina è stato un inizio di giornata drammatica per Riccardo Funghi, che nel suo podere La Vignaccia di Manciano ha trovato la vacca che leccava e si lamentava cercando di scaldare il vitellino appena nato, ormai morto. Addentato al collo da un predatore che già aveva iniziato a cercare le interiora. «Venerdì sera – racconta l’allevatore – sono andato a vedere la vacca che doveva partorire. Alleviamo bovini di razza chianina, allo stato brado, e dunque all’aperto. Ieri sera la vacca stava bene, sul punto di partorire e sabato mattina, di buon’ora, sono corso a vedere se aveva dato alla luce il vitellino. Il vitellino era nato, ma ucciso subito dai predatori. Addentato alla gola e al ventre. La mamma lo leccava e si lamentava. Non ci si fa più così. Non si possono vedere e tollerare oltre simili scempi. Io ho anche le pecore, ho le reti antilupo e cinque cani maremmani. Eppure ogni settimana perdo qualche capo. Risarcimenti poco o nulla. Io nel giro di un anno e mezzo ho perso cinquanta pecore. Ho due recinti antilupo che chiudono quattro e due ettari dove ci tengo le pecore durante la notte. Ho i pastori da guardiania, eppure non ci si salva». L’allevatore di Manciano ci tiene a segnalare un problema che sta diventando sempre più grave e che si allarga dalle pecore ai vitelli. Non è la prima volta, infatti, che un vitellino finisce sotto i denti di un predatore, soprattutto nel mancianese e nella zona di Saturnia. E per fortuna che Riccardo Funghi ha un cimitero aziendale e non deve passare attraverso la lunga e tortuosa trafila dello smaltimento delle carcasse. «Sì – spiega l’allevatore di Manciano – ho un cimitero aziendale, per lo meno questo. Anche questa volta farò una buca e chiuderò con la calce. Ma questo ultimo gesto non tampona di certo le mie ferite, sia economiche che morali. Non si vive più bene qui, dove un tempo non avevamo problemi di questo tipo. Ma nessuno, proprio nessuno vuole aiutarci come davvero occorre?». (f.b.)
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