Il Tirreno

Grosseto

Timidi segnali di ripresa nel turismo

di Alfredo Faetti
Timidi segnali di ripresa nel turismo

Funzionano le manifestazioni sportive sulla costa e i prezzi rimasti invariati: la pressione fiscale scoraggia le imprese

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GROSSETO. Dal mare soffia una leggera brezza d’ottimismo, finalmente. Lungo il litorale i campeggi tornano a vedere il segno più nelle presenze, così come i villaggi turistici e i ristoranti. Questo almeno dicono i dati pubblicati dalle associazioni di categoria. Piccoli passi in avanti anche nell’universo alberghiero, anche se la differenza diventa palpabile a seconda della zona che si prende a riferimento: si salva la fascia compresa da Follonica a Castiglione della Pescaia, trainata dal turismo sportivo, mentre faticano Marina di Grosseto e Principina. E se i numeri incitano ad avere fiducia, gli operatori, alle prese con i conti ogni giorno, predicano cautela: «oggi un’azienda costa cinque o sei volte in più rispetto a dieci anni fa» dicono le associazioni di categoria, soffocate dall’afa della pressione fiscale. La Faita Federcamping Toscana, associazione di categoria che richiama a sé campeggi e villaggi turistici, parla di «un leggero aumento di presenze favorito anche da una politica di contenimento dei prezzi», almeno stando alle previsioni in Maremma in cui sono contenuti i dati raccolti durante la consueta indagine dell’Osservatorio per il turismo all’aria aperta. Secondo questi tabulati, le strutture in provincia dovrebbe attestarsi su un aumento di presenze in questo settore dello 0,6 per cento: prevarrà una larghissima maggioranza di turisti italiani in queste strutture (88,8 per cento), con un leggero aumento per il 2015 anche da parte degli stranieri, che «può rappresentare una nuova occasione di sviluppo» dicono dalla Faita. «Dopo un anno difficile, dovuto alla crisi ma anche a una situazione meteo disastrosa, si intravedono segnali positivi di ripresa». Ed è un bene per tutta la Toscana, dato che il settore balneare in particolare della Maremma e del Livornese sta trainando per tutta l’attività regionale nel campo delle strutture all’aria aperta.

Una parvenza di segnali postivi si registra anche nel mondo alberghiero grossetano, dove però nessuno vuole entusiasmarsi. I dati ufficiali sulle presenze di giugno ancora non ci sono (l’Osservatorio della categoria li fornisce solo alla fine di ogni mese), ma un’idea sull’andazzo si è avuta durante una riunione di consiglio Federalberghi provinciale. «Abbiamo sentori positivi rispetto al disastro degli ultimi due anni» spiega il presidente provinciale Maurizio Parrini. «Gli stimoli vengono dal flusso del turismo sportivo, che ha portato a dei buoni risultati da Follonica a Castiglione. L’Argentario è più o meno stabile con le presenze dell’anno scorso, mentre le difficoltà si registrano a Marina di Grosseto e a Principina». Il problema per le situazioni più critiche è legato ai costi sostanziosi che gli operatori devono sostenere per mandare avanti la propria attività. Un esempio su tutti: non esiste più la bassa stagione. «Non c’è nessuno, non ci sono iniziative né collegamenti che portino turisti – spiega – Fino a qualche anno fa, gli alberghi stavano aperti anche a marzo e novembre: certo non facevi cassa e dovevi compensare con i guadagni dell’estate, ma almeno offrivi un servizio alla comunità». Stessa fotografia che arriva dagli stabilimenti balneari (dove sembrano confermate almeno le prenotazioni dello scorso anno, sperando di vedere qualcosa in più) e dagli esercenti in generale, ossia ristoratori e bar. Nel quadro del primo semestre 2015, la Confesercenti riguardo ai ristoranti ha registrato «segnali incoraggianti». Lo dimostra il fatto che continuano ad aprire nuovi locali: nel primo trimestre 2015 a fronte di 21 chiusure ne sono aperte 22, mentre al contrario i bar mostrano una flessione in negativo del 0,39 pari ad una diminuzione di 3 unità per un totale di 773 attività. Ma in un’ottica generale delle strutture ricettive, i segnali appunto sono positivi.

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