Il Tirreno

Grosseto

La pedonalizzazione? Morta e sepolta

di Maurizio Bernardini
La pedonalizzazione? Morta e sepolta

Calato il silenzio sull’esperimento. Carosi: «Non ne faremo altri». Rosini: «Parcheggi sempre selvaggi». Lolini: «Serve sicurezza»

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GROSSETO. Come il megadirettore galattico di Fantozzi. Quello che i fedeli impiegati avevano il timore di nominare, tanto che in ditta s’era sparsa persino la voce non esistesse neppure. E invece, la pedonalizzazione del centro storico è sempre lì.

È trascorso un anno dalla sperimentazione messa in scena dal Comune nell’estate 2014. Al tempo, se ne discusse a lungo. Tutto tra imprecazioni, sberleffi, risate traboccanti bile e volti più o meno soddisfatti. Il futuro, almeno nelle intenzioni dell’assessore alla viabilità, Arsenio Carosi, non sarà un ritorno al passato. «Nessuno ha proposto nulla al Comune. E noi, dopo il mezzo fallimento dello scorso anno, non abbiamo intenzione di fare altre sperimentazioni». D’altra parte l'assessore, che sempre ha mal digerito il pedonale, ha più volte legato il «via le auto» alla nascita di eventi. «E nessuno ha organizzato nulla». Sonni tranquilli per i residenti.

Eppure, c’è chi rivendica l’idea. «L’esperimento del 2014 – dice il consigliere Pd Stefano Rosini, uno degli artefici della mozione che passò con i voti favorevoli del consiglio per poi rimanere, nei fatti, in larga parte disattesa – qualcosa di buono l’ha portato. Fosse altro per l’aver acceso un dibattito. Resto convinto della bontà di alcuni punti chiave: permessi di accesso alla Ztl da limitare; revisione degli orari d’ingresso e uscita dei fornitori degli esercizi commerciali dentro Mura; lotta alla sosta selvaggia fuori dagli stalli». Sì, perché in centro la gente continua a «fare come le pare, a parcheggiare ovunque anche se ha il permesso per il solo transito. E poi, piazza della Palma con le auto è inguardabile». Ma la faccenda è saldata a tutt’altra storia. Il centro storico dev’essere salotto buono. Solo così, a parere di molti, anche di chi ha combattuto per contrastare il pedonale, sarà possibile riaprire a possibili ritorni di fiamma. Rosini questo lo sa. Tanto da ripetere che «i cestini (e non solo) sono malconci. Per questo spero che arrivino presto spunti dal regolamento che darà la possibilità ai cittadini di prendersi cura di porzioni di spazi pubblici». Ma non basta. E dal centrodestra arrivano bordate.

«Degrado e decadenza di questa città – tuona Fabrizio Rossi (Fdi) - sono sotto gli occhi di tutti. In centro non c’è logica sugli arredi, sulla riqualificazione. E intanto palazzi storici come l’ex ospedale prima vengono lasciati marcire, poi avviati alla demolizione». Chi vive in centro «paga tasse altissime per servizi a dir poco carenti. E se penso ai progetti bandiera della giunta Bonifazi...».

Picchia duro pure il leghista Mario Lolini: «Prima di pensare al pedonale metterei mano a una città, e un centro storico in particolare, ridotti in condizioni incredibili. Penso alla cura delle Mura; a palazzo Mensini e al balletto sulle destinazioni d’uso; l’ex Garibaldi che si sbriciola ed è ritrovo di sbandati; l’ex ospedale finito in malora«. Lolini, così come Rossi, insiste sul tema della sicurezza. Ma mentre l’esponente meloniano vede come via principale il ricorso all’istituzione di un gruppo di volontari (ipotesi bocciata in consiglio) e come estrema ratio l’esercito, Lolini non ha dubbi: «è fondamentale che i grossetani si sentano al sicuro. La via da percorrere è il pattugliamento serale dell’esercito».

Ma non è possibile tornare a discutere di centro storico e pedonalizzazione senza sentire il parere dei residenti che lo scorso anno diedero il là alla protesta. Giacomo Spinsanti, uno dei creatori del gruppo Fb “No alla pedonalizzazione irresponsabile del centro storico” dà la sua ricetta: «Un centro con meno auto piacerebbe pure a me. Potremmo usare sistemi satellitari che controllano ingresso e uscita dei veicoli. Così come sarebbe giusto controllare i permessi assegnati. Questo ridurrebbe il fenomeno della sosta selvaggia». Ma il centro dev’essere davvero salotto buono. Invece, tra fili penzoloni, tabelloni turistici distrutti, sporcizia, transenne abbandonate, vasi e vasetti con rosmarino o spogli, cestini uno diverso dall’altro e molto altro, il centro pare più un vecchio scantinato. Ecco perché Spinsanti propone vengano «assegnati, a pagamento, alcuni stalli ai residenti. E con quei soldi si metta mano agli arredi». E sull’ex ospedale: «se ormai va demolito, perché non ricavarci un'area di sosta?». La speranza? Che le risposte arrivino prima delle Comunali.

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