Il dolore
Lenzuola e asciugamani contro la geotermia
Domenica 28 giugno la manifestazione contro la realizzazione della centrale di Monticello Amiata
CINIGIANO. Lenzuola e asciugamani contro la geotermia. Li appenderanno alle finestre e ai terrazzi i cittadini di Monticello Amiata dove, il 28 giugno, ci sarà una grande manifestazione di tutta la comunità contro la geotermia.
Organizza la giornata Agorà cittadinanza attiva con la Pro Loco di Monticello e il patrocinio del comune di Cinigiano, perché il comune di Cinigiano sarebbe coinvolto direttamente nelle trivellazioni, se fossero costruite le due centrali “Montenero” e “Monte Labro”. Ma è, comunque, tutta l’Amiata a rischiare di diventare un groviera, col progetto Seggiano, la centrale pilota di Montenero e il progetto Monte Labro.
Nessuno le vuole queste centrali e tanto meno Monticello che sarebbe chiuso dentro il cerchio geotermico.
Tutto l’iter di questa dolorosa storia l’hanno spiegato, venerdì mattina nel comune di Cinigiano, lo stesso sindaco Romina Sani e i rappresentanti di Agorà, Marta Temperini, Franco Vite e Pino Merisio. «Nel giugno del 2014, infatti, la Gesto Italia srl presenta presso i Comuni di Castel del Piano, Cinigiano ed Arcidosso, un progetto per la costruzione di una centrale geotermica a ciclo binario di 5 MW, al confine tra la Val d'Orcia e il Monte Amiata, chiamato dai promotori “Montenero”. Nel dicembre del 2014 la Geoenergy s.r.l. presenta una richiesta di procedimento di verifica di assoggettabilità a Via relativo al progetto di perforazione del pozzo esplorativo Monte Labbro 1, presentato nel Comune di Cinigiano. Entrambe le procedure riguardano direttamente il territorio di Monticello Amiata e le eventuali centrali disterebbero 4 km l'una dall'altra», hanno detto.
Quelli di Agorà ricordano che «l’Amiata è una delle più grandi aree di produzione di energia geotermica in Italia. Oggi le centrali che sfruttano il calore della terra sono cinque, per un totale di 120 MW di potenza. Ma non basta. Allo sfruttamento già in essere, si aggiunge la possibilità di installare 18 nuovi impianti, tanti sono infatti i permessi di ricerca rilasciati. Tra questi, quelli che destano più preoccupazione perché ad avanzato stato di procedura autorizzativa, sono quelli di Seggiano, Montenero e Monte Labbro che vedono il paese di Monticello Amiata al centro di una dannosa triangolazione di impianti ravvicinati», insistono quelli di Agorà, i quali spiegando che il rifiuto del modello geotermico va ben oltre le diverse posizioni politiche ed è trasversale, sostengono che «un’altra Amiata è possibile».
Proprio questo andranno a mostrare a Monticello il 28 giugno, organizzando una festa collettiva a cui parteciperanno oltre 20 associazioni da varie parti d’Italia.
Intanto si sperano buone nuove tenendo conto di due risoluzioni approvate dalle commissioni regionali da cui si evince che c’è «una sensibilità rinnovata sul tema della geotermia, frutto di convergenza tra diverse posizioni politiche».
Anche il sindaco Romina Sani afferma che «il Comune sostiene la manifestazione e lo spirito che la anima, che è quello di una comunità intera che si riappropria del suo territorio che ha un suo specifico patrimonio culturale e storico, diversi possibili “turismi”, piccole e medie aziende, un puzzle in cui la geotermia è difficilmente inseribile». Nutrito il programma del 28 giugno con una manifestazione che si svolgerà fin dalle 8.30 e partendo da Monticello Amiata si svilupperà con una passeggiata dal Poder del Galloni alla Pieve (i due luoghi delle ipotizzate centrali). Poi gastronomia e musica, giochi e balli, con musica, artisti di strada, bancarelle, piazze tematiche organizzate dalle associazioni, prodotti tipici. Info: agora-cittadinanzattiva@inventati.org.(f.b.)
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