Sicurezza
Faenzi si schiera «L’inceneritore non va riacceso»
SCARLINO. Delle due l’una, secondo Monica Faenzi. «O i sindaci, le giunte e le maggioranza di centrosinistra dei comuni di Scarlino e Follonica fanno finta di essere contrari a quell’impianto,...
SCARLINO. Delle due l’una, secondo Monica Faenzi. «O i sindaci, le giunte e le maggioranza di centrosinistra dei comuni di Scarlino e Follonica fanno finta di essere contrari a quell’impianto, recitando una non più tollerabile doppiezza, oppure nel loro partito di riferimento, il Pd, che decide a vantaggio di un soggetto privato contro gli interessi del territorio, non contano proprio nulla». L’affondo della deputata Forza Italia è sull’inceneritore della Scarlino Energia, impegnata in Regione con una conferenza dei servizi per il rilascio di nuove autorizzazioni, dopo che a gennaio il Consiglio di Stato le ha annullate obbligando la società a spegnere i forni.
Un affondo molto politico, che segue le preoccupazioni degli ambientalisti e delle associazioni di categoria (stabilimenti balneari, ristoratori, Coldiretti e così via) che hanno presentato a Firenze pile di osservazioni sul progetto di rilascio della Via, per cui Faenzi lancia un appello anche alle due amministrazioni coinvolte dall’impianto. «Mi unisco - dice - alle proteste denunciate da anni degli ambientalisti, sui gravi problemi sanitari e l'inquinamento da sostanze molto pericolose, ancora da rimuovere, ma anche delle categorie imprenditoriali legate al turismo e all’agricoltura, schierandomi contro questa scelta scellerata, a cui spero si affianchino anche i sindaci di Scarlino e Follonica».
La capogruppo d’opposizione scarlinese parla della riaccensione dell’inceneritore come di «una decisione incredibile e paradossale, che non considera sia le pesanti censure dell’organo amministrativo in merito alla mancanza di aggiornate valutazioni sanitarie e l’inquinamento dei corpi idrici». Dubbi che la deputata fonda sulle diverse sentenze dei tribunali contro l’impianto (tra Tar e Consiglio di Stato), sia sugli studi firmati da esperti e Università che hanno acclarato un inquinamento massiccio nella zona del Casone. «Come possono il governatore Enrico Rossi e il consigliere Leonardo Marras - si chiede Faenzi - consentire l’autorizzazione all’esercizio dell’impianto al Casone, il cui polo industriale ha causato una forte contaminazione dell’intero territorio e gravissimi danni all’ambiente e alle infrastrutture legate alla viabilità?».(a.f.)
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