Sicurezza
Rubano i bulbi di un’orchidea rarissima
Furto nel Parco della Maremma: quel fiore selvatico nasce soltanto all’Uccellina, i ladri hanno operato da esperti
ALBERESE. Invece di un regalo, uno sfregio. Il parco regionale della Maremma festeggia in questo fine settimana il suo 40° compleanno. Ma una notizia spiacevole per quanto insolita ha segnato queste giornate di vigilia.
I guardiaparco si sono accorti infatti che in una zona particolare dell’area protetta (vicino a Spergolaia) ignoti hanno di recente espiantato e portato via alcuni bulbi di una rara specie di orchidea, che alle nostre latitudini risulta presente solo nel comprensorio dell’Uccellina, la cosiddetta Barlia Robertiana.
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«Ci eravamo accorti da tempo che la specie, bellissima e particolarmente vistosa (ma non in questo periodo), era oggetto di attenzioni fin troppo ravvicinate da parte di alcuni visitatori stranieri, probabilmente collezionisti. Dieci anni fa, infatti, era avvenuto un identico furto. Per questa ragione avevamo affisso un cartello e delimitato l’area, così da evidenziare la rarità della specie e il rispetto che era necessario portarle. Tutto bene fino a una ventina di giorni fa, quando alcuni bulbi di questa orchidea sono stati scavati e sottratti. Ma non a tappeto. Il ladro, infatti – e qui si vedono le mani esperte e una sorta di etica nel comportamento – ha lasciato alcuni bulbilli, in modo che nei prossimi anni possa esserci una ripresa spontanea. Non solo. L’azione del trapianto, compiuta da una persona a corto di specifiche conoscenze, andrebbe incontro a sicuro insuccesso, perchè l’orchidea è simbionte con un fungo presente solo in alcuni terreni».
A parlare così è il guardiaparco Beppe Anselmi, colui che – da esperto di botanica – si è reso conto di ciò che era accaduto. «A parte il fatto – prosegue Anselmi - che dal parco non è permesso asportare nessun tipo di pianta, questa azione, compiuta probabilmente da un appassionato collezionista con buoni fondamenti scientifici - si scontra con i quotidiani sforzi di tutela della biodiversità che vengono messi in atto da tutti noi. Chi viene a trovarci deve capire che questa che è la casa di tutti e il rispetto da portare è doppio. Adesso ci vorranno 5-6 anni prima che la Barlia rifiorisca».
Rammaricato anche il presidente Lucia Venturi: «Sì, mi hanno informato di quanto accaduto. Non è la prima volta che succedono episodi di questo tipo e credevamo che evidenziare la rarità della pianta potesse rappresentare un deterrente. Purtroppo non è da escludere, invece, che ci sia stato un effetto opposto. Speriamo che la situazione sia recuperabile, che i bulbilli volutamente non toccati da chi era interessato a predarne alcuni, possano ripartire e salvare questa straordinaria orchidea». «La prevenzione, nei confronti di certe tipologie reato - conclude la Venturi - è fondamentale e sarà intensificata. Le piante più belle e rare sono anche le più ricercate e quindi andrà fatto un ulteriore sforzo di sensibilizzazione e controllo».
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