Sicurezza
«La dignità delle persone sia al primo posto»
L’appello del vescovo Rodolfo in favore dei dipendenti che rischiano il licenziamento
GROSSETO. Dopo il primo cittadino Emilio Bonifazi, anche il vescovo di Grosseto, Rodolfo Cetoloni, ieri è intervenuto sulla vicenda Eurovinil. Mentre fuori dai cancelli si continuava a discutere sul da farsi, mentre Paolo Ruggiero rifiutava di incontrare i sindacati e all’interno dell’azienda rientravano (si può immaginare con quale stato d’animo) i 22 superstiti sicuri del posto (per ora), il vescovo lanciava un appello al buon senso, esprimemdo preoccupazione per il precipitare della situazione.
«Sulla vicenda Eurovinil, come su ogni altra vertenza che attenga al destino di un’azienda e di chi vi lavora – commenta il vescovo - ci sono sempre due livelli di attenzione: uno più propriamente politico-sindacale, teso a tutelare al massimo i diritti di chi rischia di restare senza un lavoro; uno profondamente umano e solidale, che chiama in causa tutti coloro che ancora credono e sperano che nel lavoro, come in ogni altro ambito della vita sociale, la persona venga sempre al primo posto, sia rispettata nella sua dignità. E’ per questo che avverto, come vescovo, il bisogno di intervenire pubblicamente per esprimere sgomento per il precipitare della situazione, che per decine di lavoratori con le loro famiglie vede aprirsi davanti lo spettro della mobilità e quindi dei licenziamenti».
La gravità del momento che investe questa storica azienda è sottolineata dal vescovo Cetoloni con queste parole: «Negli ultimi mesi come Chiesa abbiamo cercato di contribuire a tenere alta l’attenzione sull’Eurovinil e sul mondo del lavoro in generale, nella profonda convinzione che vertenze che interessano decine e decine di lavoratori non sono fatti privati, coinvolgono il nostro modo di abitare questo tempo, per ricercarvi dentro i segni di un umanesimo che generi sussulti di rinnovata speranza. Continueremo a farlo, con la presenza, la vicinanza, l’interessamento, la disponibilità a farci parte attiva per contribuire a tenere alta l’attenzione sui valori dell’uomo, che non possono mai essere sviliti da logiche economicistiche. Mi auguro quindi con tutto il cuore che possano esserci ancora spazi per evitare di posticipare all’8 luglio il previsto tavolo al Ministero dello sviluppo economico, confidando nel fatto che in tutte le parti coinvolte vi sia l’interesse a salvaguardare prima di tutto le persone. Personalmente mi rendo nuovamente disponibile per lavorare, insieme alle istituzioni locali, ad un percorso che eviti esiti irreversibili e drammatici per tante famiglie».
(g.b.)
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