Il Tirreno

Grosseto

Unione dei Comuni Franci si è dimesso dalla presidenza

di Fiora Bonelli
Unione dei Comuni Franci si è dimesso dalla presidenza

Cinigiano in uscita? Il sindaco Sani: «Notizia inconsistente» Per la successione il candidato potrebbe essere Marini

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ARCIDOSSO. L’Unione Comuni Amiata grossetana in bilico e c’è chi dice che potrebbe perdere un pezzo, anche se per adesso nulla di ufficiale c’è. Ufficiali sono, invece, le dimissioni del timoniere Claudio Franci, che lascia e passa la mano.

Scossone all’Unione dove, a un passo dal traguardo finale, che è la conclusione di un percorso di anni, Cinigiano sta tastando il terreno per capire se è percorribile o meno la strada per uscire dall’ Unione per seguire altre strategie territoriali e il presidente dell’Unione Claudio Franci lascia ad altri l’onere del rush finale della strutturazione dell’ente. Che Cinigiano stesse muovendosi per soppesare i pro e i contro per lasciare l’Amiata e avvicinarsi alla Maremma, si vociferava già da tempo, ma la decisione non pareva matura e come dice lo stesso sindaco Romina Sani «ancora proprio non c’è nulla di preciso. Non sappiamo nemmeno se si può uscire dall’Unione e già si diffonde una notizia che per adesso è completamente inconsistente. Siamo in una fase delicata. Certo, non nego che una valutazione strategica del territorio porta CInigiano a guardare con interesse verso la Maremma, a Campagnatico, ad esempio. E d’altra parte, anche per i servizi associati, l’Amiata ci risulta più scomoda della Maremma. Ma, ripeto, è molto prematuro parlare di uscita dall’Unione. Dobbiamo verificare mille questioni, prima di tutto quella dell’area sanitaria. Dico solo che abbiamo aperto una riflessione. Di concreto non c’è nulla».

Insomma potrebbe essere, come alcuni sostengono, il vino il motore dell’operazione, per raccogliere sotto un unico cappello il territorio che va dal Montecucco al Morellino, ma al momento non se ne sa molto di più. Si sa per certo, invece, che l’atmosfera, in Unione, non deve essere stata ultimamente tanto tranquilla, in un momento cruciale per la messa a sistema delle funzioni. E pare proprio che sia questa la matassa di più difficoltosa soluzione.

Fatto sta che Claudio Franci ha presentato ufficialmente le dimissioni dalla carica di presidente e le riflessioni le articola in una lettera in cui spicca il concetto che il suo ruolo era già deciso che fosse «a tempo determinato» e che poi altri avrebbero preso il suo posto, a rotazione. «Ho portato l’Unione fin qui. Ora la conclusione se si vuole, tocca ad altri trovarla».

Al momento non si conosce il nome del successore che dovrebbe uscir fuori a giorni. Voci accreditate ipotizzano due opzioni: o il sindaco del Ccomune più grande dopo Castel del Piano - e in questo caso sarebbe Jacopo Marini sindaco di Arcidosso, a guidare l’Unione - oppure uno dei sindaci di quei Comuni che, essendo sotto i 3000 abitanti, sono obbligati per legge a far parte di un’Unione o convenzionarsi con altri Comuni. Se fosse questa l’ipotesi, pare che Castell’Azzara potrebbe essere in pole position.

Visto l’attuale sconquasso, la lista A/gente comune di Cinigiano guidata da Giovanni Barbagli, ha chiesto la convocazione urgente del consiglio dell’ Unione e in una mozione ha chiesto di attuare la legge regionale 22/2015 e di completare il percorso del riassetto delle funzioni. La minoranza di Cinigiano invoca anche di restare con l’Amiata grossetana e di «mantenere gli assetti e le scelte fatte a suo tempo dai comuni che fanno parte della Unione. Respingiamo - dicono- l’ipotesi del sindaco di Cinigiano di uscire dalla UdCC della Amiata Grossetana. Completiamo gli assetti funzionali ed eliminiamo i ritardi e gli sprechi, questo sì», sottolinea Giovanni Barbagli che auspica anche un coinvolgimento degli abitanti dei comuni, «per non trasformare una fase così delicata in una dialettica fra pochi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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