Il Tirreno

Grosseto

l’omicidio del rave di sorano

«Esclusi contatti con i carabinieri»

«Esclusi contatti con i carabinieri»

Testimoni scagionano i tre minorenni ritenuti complici di Gorelli

2 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. Un colpo sulla testa arrivato da dietro. E poi un altro ancora mentre si stava girando per capire cosa stava accadendo. Poco dopo il buio, il ricordo svanito perché cadde a terra svenuto durante la colluttazione. A raccontare questi momenti è stato il carabiniere Domenico Marino che ha testimoniato al processo contro tre minorenni (due ragazzi e una ragazza) per l’omicidio del rave, vicino a Sorano il giorno di Pasquetta del 2011, che costò la vita a un altro carabiniere, Antonio Santarelli. A colpire i due militari fu Matteo Gorelli, il quarto ragazzo, l’unico maggiorenne sull’auto fermata per un controllo dai due carabinieri e che è stato già condannato a 20 anni di carcere.

Ieri nuova udienza al Tribunale dei minorenni contro i tre ragazzi imputati di omicidio volontario, tentato omicidio, resistenza a pubblico ufficiale e rapina (più per uno dei tre spaccio e calunnia). Marino ha raccontato l’aggressione che gli ha provocato la perdita di un occhio. Per quanto è stato in grado di ricordare (prima di svenire), ha spiegato che i tre ragazzi minorenni all’epoca del fatto (sono dell’Empolese e di Lastra a Signa) rimasero dentro l’auto durante il controllo in cui Matteo Gorelli venne sottoposto all’alcoltest.

A testimoniare, chiamati dal pubblico ministero Roberta Pieri, anche i carabinieri che fecero i rilievi sul luogo dell’aggressione e il medico che era di servizio sull’elisoccorso intervenuto.

La prossima udienza è stata fissata per il sette ottobre. In calendario ancora testimoni del pubblico ministero, Matteo Gorelli e i carabinieri del Ris. Fissata poi una nuova udienza il due dicembre. Per la sentenza si dovrà aspettare comunque l’inizio del 2016.

«Tutti i testimoni - ha spiegato Sandro Guerra, l’ avvocato che difende uno dei due ragazzi - hanno detto che gli imputati rimasero nel posto indicato dai carabinieri che stavano facendo il controllo». L’aggressione, continua l’avvocato «è stata improvvisa ed è durata pochi secondi. E i ragazzi non avrebbero potuto fermare Gorelli. Che, tra l’altro, fin da subito si è assunto tutta la responsabilità del gesto».

In più, «le indagini scientifiche hanno escluso il contatto tra i carabinieri e i ragazzi, non sono state trovate tracce biologiche dei carabinieri addosso ai ragazzi né al contrario tracce dei ragazzi sui carabinieri. Dall’analisi delle impronte digitali risulta poi che i tre non toccarono il materiale in dotazione ai carabinieri come la torcia che venne usata per l’aggressione».

E infine, conclude l’avvocato, i minorenni hanno dato tutti la stessa versione dei fatti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa