Il Tirreno

Grosseto

Contestato il metodo e la composizione della commissione che dovrà giudicare

«Ci piace giocare in perdita» scherza il leader del Forum Ambientalista, Roberto Barocci. Parla della commissione d’inchiesta pubblica approvata dalla Regione sulle nuove autorizzazioni all’incenerito...

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«Ci piace giocare in perdita» scherza il leader del Forum Ambientalista, Roberto Barocci. Parla della commissione d’inchiesta pubblica approvata dalla Regione sulle nuove autorizzazioni all’inceneritore di Scarlino: il regolamento stilato a fine maggio infatti prevede che sarà composta da tre membri, ossia il coordinatore (già nominato direttamente dal governatore Enrico Rossi), un commissario che farà le veci dei favorevoli all’impianto e uno di quelle dei contrari.

«Contando la politica nota di Rossi e del Pd sugli inceneritori, stiamo già due a uno – dice Mario Monciatti del Comitato del No – A quanto sembra e ci risulta, la macchina per il rilascio delle autorizzazioni è già partita e l’autista sa benissimo dove andare». La commissione dunque sarà ben diversa da quella del 2009 che bocciò categoricamente l’apertura dell’impianto, allora formata da cinque membri nominati dalle varie parti in gioco. Eppure, leggendo le osservazioni, la situazione al Casone richiede approfondimenti mirati. «La pianura di Scarlino è il territorio più inquinato della Toscana» scriva la Coldiretti, ricordano cinquant’anni di industria chimica massiccia. Da qui, l’idea che questa commissione non sia così attrezzata come quella passata. «Non sembra ci sia molta voglia di trasparenza» riprende Monciatti, per poi attaccare la Regione. «Nelle cause, con i suoi avvocati, si è sempre costituita contro di noi. Quindi non può pretendere che la consideriamo super partes».

Sempre nei confronti di Rossi, Barocci annuncia che «presenteremo una segnalazione alla Corte dei Conti per sapere se questi soldi per gli avvocati e varie consulenze sono stati spesi bene, dopo due sentenze contrarie». Ma soprattutto, Barocci vuole sottolineare un aspetto: «Guai a chi dice che siamo contro l’occupazione – tuona il primo – Noi siamo stati gli unici a portare le testimonianza di sindaci e tecnici di altre zone in cui ci sono impianti alternativi che offrono più posti di lavoro».

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