Sicurezza
Abusi sull’allieva, ammesse le parti civili
È iniziato il processo ai due istruttori cui la Procura contesta episodi avvenuti nel corso di uno stage
ORBETELLO. Apertura con battaglia tra difesa e accusa al processo per i due istruttori accusati uno – che ha 35 anni - di violenza sessuale nei confronti di un'allieva poco più che quattordicenne e l'altro – 33enne - di atti osceni ai danni della stessa ragazzina. Una contestazione relativa all'agosto 2011, nel corso di uno stage avvenuto a Orbetello – ma la querela venne presentata solo un anno dopo – che ha visto ieri la costituzione di parte civile degli avvocati Isabella Bartoli (per i genitori) e Massima Baldocchi (per la ragazza). Una costituzione contestata dal difensore dei due istruttori (la società ha sede nel territorio di San Miniato di Pisa), l'avvocato Bruno Leporatti (difende anche Patrizia Fabiani): difetto di legittimazione da parte dei genitori, ha sostenuto, specie per gli atti osceni contestati al più giovane dei due. Il collegio (Mezzaluna presidente, Muscogiuri, Stramenga) ha ritenuto l'eccezione non fondata, accogliendo le tesi dei difensori di parte civile oltre che del pm Maria Navarro (reato plurioffensivo). Parti civili dunque ammesse, sia per la violenza con baci, rapporti anali e orali, sia per l'atto di esibizionismo.
Il sostituto procuratore ha chiesto al Tribunale di acquisire, tra gli altri documenti, anche due lettere: una del sindaco dell'epoca, l'altra firmata da alcuni genitori che segnalavano irregolarità nella gestione della società. «Sarebbe bene – ha detto successivamente Leporatti – sentire il sindaco per capire chi l'aveva informato di questa vicenda». E la difesa vuole anche sentire cinque persone già ascoltate nel corso dell'incidente probatorio, quando il neuropsichiatra infantile Romano Fabbrizzi valutò l'attendibilità delle parole della parte offesa: una richiesta che ha incontrato l'opposizione dell'accusa e delle parti civili. «La lista della difesa è sovrabbondante – ha argomentato Baldocci – Sono già stati chiariti all'epoca i rapporti associativi e le vicende della società». Leporatti ha lasciato al Tribunale il compito di stabilire se i cinque da citare debbano affrontare questioni già “coperte” oppure nuove. «Perché nell'incidente probatorio sono emerse numerose contraddizioni», ha spiegato, lamentando sullo sfondo l'impossibilità di esercitare il diritto di difesa. E il Tribunale si è riservato: una volta ascoltati gli altri testimoni, deciderà se debbano essere sentiti anche quei cinque. Deciderà anche se sarà necessario ascoltare il sindaco. Il difensore ha chiesto di far parlare anche i suoi due assistiti.
Comunque stiano le cose, la prima udienza dedicata alle testimonianze si terrà solamente il 20 gennaio: saranno ascoltati i sei testimoni indicati dal pm più quelli comuni alle parti civili. Almeno una quindicina complessivamente. (p.s.)
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