Lutto
Soldi dallo Stato per lavori mai fatti
Denunciati il presidente e il segretario della Ceviser, la onlus che fornisce il servizio radioamatori alla Protezione civile
GROSSETO. Un numero di telefono che è finito in un'indagine per molestie ha portato la polizia postale ad aprire il coperchio di un vaso di Pandora: a scoprire che i soldi rimborsati dallo Stato, dalla Regione e dalla Provincia a una onlus di Grosseto, che si occupa di Protezione civile, e che dovevano servire a realizzare un ponte radio, in realtà non erano stati utilizzati. E che in mezzo, c'era anche una fattura falsa.
Tutto è cominciato diversi mesi fa quando in un'indagine per molestie è comparso quel numero di cellulare. Grazie alle indagini della postale, gli uomini coordinati dall'ispettore superiore Stefano Niccoli, hanno scoperto che quel telefonino era stato assegnato a uno dei dieci volontari della Ceviser, l'associazione che si occupa del servizio radio della Protezione civile di Grosseto.
Di schede a disposizione della onlus ce n'erano una quindicina, ma due delle persone che le avevano in uso, il presidente e il segretario, non rimborsavano le spese all'associazione. Che godeva di finanziamenti pubblici.
In quasi due anni, dai conti corrente della Cevise, sono stati pagati 4.500 euro per le telefonate, ma solo la metà sono state rimborsate. I soci della onlus, che avevano quei telefono a disposizione, ogni mese pagavano regolarmente le bollette. Mentre il presidente e il segretario non hanno mai versato alcun rimborso.
Spulciando tra le carte dell'associazione poi, durante la perquisizione della sede di via Castiglionese e dell'abitazione del presidente, sono spuntati anche due bonifici, per un totale di 13.000 euro, pagati dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, dipartimento della Protezione civile.
Soldi che sarebbero serviti per realizzare un progetto presentato nel 2009 per la costruzione di un ponte radio. Progetto che non è mai stato portato a termine ma per il quale la Ceviser aveva chiesto e ottenuto il rimborso pari al 60% presentando una fattura e l' autocertificazione.
Da quei documenti, gli uomini della polizia postale sono risaliti alla società di Roma che aveva emesso la fattura che non era però mai stata rendicontata nemmeno dal commercialista dell'azienda. La società romana aveva però ottenuto un pagamento dalla onlus, per il quale non è stata fornita alcuna giustificazione. Un acconto - hanno spiegato ai poliziotti - per un lavoro che però non è mai stato fatto. Quel ponte radio che sarebbe dovuto servire per potenziare le comunicazioni della Protezione civile di Grosseto, però, è rimasto lettera morta.
Alla fine, il titolare dell'azienda romana, il segretario e il presidente della onlus sono stati denunciati per truffa ai danni dello Stato. Hanno incassato soldi che però non sono stati utilizzati per i servizi per i quali sono stati erogati.
L’associazione Ceviser, che si occupa delle comunicazioni radio della Protezione civile, era composta fino a qualche tempo fa da 19 soci che ora sono diventati dieci.
La Provincia di Grosseto, e la Protezione civile, potrebbero anche costituirsi parte civile. I soldi che infatti sono stati versati nelle casse dell’associazione sono tutti di provenienza pubblica: dalla Provincia, appunto, dalla Regione e anche dal dipartimento della Protezione civile.
@francegori
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
