Il Tirreno

Grosseto

Rischiò di fare una strage, dopo sei anni è ancora lì

di Elisabetta Giorgi
Rischiò di fare una strage, dopo sei anni è ancora lì

Nel 2009 un treno carico di gpl prese fuoco alle porte di Grosseto La carcassa è abbandonata nell’ex scalo merci: si studia come portarla via

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GROSSETO. Alla vigilia di Natale di sei anni fa - era il 22 dicembre del 2009 - alle porte di Grosseto un treno rischiò di duplicare, 150 chilometri più a sud, la tragedia di Viareggio. Due ruote di un carro-cisterna dello stesso convoglio che solcava la rotta Trecate-Gricignano e che trasportavano un carico di gpl, presero fuoco per il malfunzionamento dei freni o l’eccessivo attrito. Avevano appena varcato la stazioncina di Gavorrano-Giuncarico quando iniziarono a essere mangiate dalle fiamme, a poco a poco, e fortuna volle che proprio in quel momento passasse un automobilista che vide la scena e chiamò i vigili del fuoco, altrimenti sarebbe stata una strage. I pompieri arrivarono e spensero il rogo. E il treno bruciato e ridotto a rottame fu piazzato in un angolo di città dimenticato, fuori dalle rotte del mondo dov’è rimasto finora: l’ex scalo merci di proprietà di Ferrovie, vasta area che si estende dal sottopassaggio di via Sauro fino in fondo a via Giusti e su cui si affacciano decine di balconi dei condomìni confinanti. I proprietari - negli anni - hanno protestato invano gridando allo scempio, ma la carcassa è rimasta sempre lì al suo posto. Mai smaltita per questioni di costi e in attesa di capire quale sorte avrebbe avuto l’ex scalo merci che Fs ha intenzione di alienare.

Nel corso degli anni il convoglio/carcassa è stato impiegato come dormitorio da parte di un’umanità fantasma che ne ha fatto un giaciglio di fortuna, tra rottami e sporcizia, lamiere accartocciate e secchi pieni di oli nerissimi e bruciati.

Solo ora, dopo sei anni, si affaccia uno spiraglio: Ferrovie dello Stato ha recentemente compiuto un sopralluogo con la ditta incaricata per valutare se e come procedere allo smaltimento. È un primo passo. «L’obiettivo - si spiega da Firenze -è quello di eliminare le due carrozze-rifiuto», anche se c’è da capire in quale modo e quali siano i costi. «Stiamo valutando - spiega Fs - se fare operazioni in loco smaltendo la carcassa lì nell’ex deposito, o portarla via sezionandola e smontandola altrove». Un dilemma che interessò pure la Concordia, certamente in dimensioni più microscopiche. I tempi-fiume della burocrazia e dei servizi ferroviari non consentono al momento di fare previsioni certe, ma in via ipotetica si può sperare che entro l’anno il rottame sia finalmente dismesso.

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