Italia
Bambina “romena” per errore
La piccola nasce italiana ma al pronto soccorso non risulta
GROSSETO. C’è stato un errore poco dopo la sua nascita. Magari una distrazione, o una comunicazione sbagliata. Fatto sta che una bambina nata al Misericordia da padre grossetano e madre trasferita in città da anni si è ritrovata con la cittadinanza romena e non quella italiana.
I genitori si sono accorti subito dell’inghippo e hanno chiesto che l’errore venisse corretto, ricevendo dovute rassicurazioni dall’azienda. Una bolla di sapone quindi, non fosse che una ventina di giorni fa la piccola ha avuto dei disturbi e il padre l’ha portata al pronto soccorso senza pensare troppo a questa faccenda passata da due anni. Invece, quando entrambi erano pronti per tornarsene a casa, l’uomo ha letto di nuovo sul certificato rilasciato dai medici «cittadinanza romena». C’è voluto un pomeriggio trascorso tra gli uffici dell’Asl e colloqui con vari responsabili per venire a capo della questione passando anche attraverso procedure quanto meno singolari. «All’ufficio anagrafe mi hanno chiesto di fare un’autocertificazione per dire che mia figlia è italiana e non romena. Ma lei è nata a Grosseto e non vedo perché devo perdere mezza giornata di lavoro per fare questa autocertificazione». Ma in questi meandri estremi della burocrazia è saltato fuori il problema: nel sistema informatico dell’ospedale, quello generale, la piccola risulta italiana a tutti gli effetti; nel sistema del pronto soccorso pediatrico, invece, è scritto che la sua cittadinanza è romena. Trovato il bandolo della matassa, gli uffici dell’azienda sanitaria stanno provvedendo a riportare anche sulla carta le cose come stanno. Ma non è stato affatto semplice come può sembrare. «Mia figlia è italiana e voglio che sia riconosciuta come tale – spiega il padre – Non tanto per una questione di principio o cose simili, quanto perché è un suo diritto e non devono esserci dubbi su questo». Facciamo un salto indietro e torniamo al 2013. Nei reparti del Misericordia è ricoverata con le doglie una donna d’origine romene, ormai stabile a Grosseto da tempo, e stringe la mano a suo marito, grossetano doc. Dà alla luce una splendida bambina e negli uffici partono le procedure per il riconoscimento della neonata. Qualcosa però s’inceppa e la bimba è registrata all’anagrafe dell’ospedale con la nazionalità della madre. Il padre se ne accorge, chiede una correzione e chi di competenza dell’azienda gli rilascia un attestato in cui si dice che sua figlia è italiana in tutto e per tutto. Bene, caso chiuso. O almeno così pensava: perché il ritorno al pronto soccorso venti giorni fa ha riportato alla luce lo sbaglio. Di tutta risposta è arrivata la richiesta di autocertificazione per risolvere l’inconveniente, ma la voglia ostinata del padre di veder riconosciuta la verità ha la meglio. Ed ecco l’inghippo del sistema, che ora verrà corretto, cancellando una volta per tutte quell’errore.
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