Il dolore
Troppi soldi ancora da riscuotere
La Corte dei Conti bacchetta il Comune. Ma Borghi spiega: «Siamo riusciti a neutralizzare il problema»
GROSSETO. Bilancio comunale e guai: arriva il richiamo della Corte dei conti. Se ne parlerà stamani in consiglio. Intanto l’assessorato guidato da Paolo Borghi (Grosseto, assicurano in municipio, è una tra le tante città coinvolte da una delibera del genere) getta acqua sul fuoco e argomenta.
Tutto è riferito al 2013. Dall’esame istruttorio condotto dall’ente statale emergono problemi. Per la Corte, gli incassi in conto capitale (mutui, finanziamenti statali, entrate derivanti dalla legge Bucalossi, alienazioni) dovrebbero essere vincolati per il loro successivo utilizzo. Inoltre, questa l’altra accusa, continua a essere troppo elevata la percentuale dei residui attivi vetusti.
Cosa significa? Detto in soldoni, il Comune, per la Corte dei conti, ha molti, troppi crediti messi in bilancio ma riferiti a un periodo superiore a cinque anni addietro. Quattrini che, visto lo scorrere del tempo, sarà ben difficile incassare. L’assessorato guidato dal vicesindaco Borghi replica su entrambi i punti. E lo fa richiamando all’orientamento della Corte dei conti lombarda (che ha parere ben differente da quella toscana). E all’Anci. Perché chiamare in ballo l’associazione dei comuni? «Pressoché tutti i municipi – spiegano dall’assessorato - sono coinvolti in un appunto di questo genere, tanto che c’è stata una riunione unitaria qualche giorno fa in cui abbiamo fatto sentire le nostre ragioni. Inoltre, è già pronta una missiva identica per ogni municipio in cui replichiamo alla Corte». Ma scendiamo nel dettaglio dei due punti.
Sui vincoli di cassa, l’amministrazione spiega che «non è possibile genericamente vincolare tutto per cassa ed è sempre necessario distinguere le entrate vincolate alla realizzazione di una specifica spesa dalle entrate destinate al finanziamento di una generale categoria di spese». Comportarsi come indicato dalla Corte, spiega l'assessorato, significherebbe «ingessare l’attività dell’ente». Inoltre, il rispetto dei vincoli di cassa «non è richiesto dalla legge». Riguardo alla percentuale di crediti vetusti, il Comune non ha ancora raggiunto l’obiettivo dato dalla Corte dei conti secondo cui i crediti maturati da oltre 5 anni devono pesare non più del 18% sul totale di quelli messi a bilancio. Ma qualcosa, spiegano dal municipio, è stato fatto. «Siamo passati dal 45,46% del 2011 al 26,69% del 2014. Quasi dimezzato, pertanto, il rapporto in questione. E questo senza pregiudicare il mantenimento degli equilibri di bilancio dell’ente». Tutto grazie a un fondo svalutazione crediti (una sorta di garanzia per evitare cattive sorprese) che è andato pian piano crescendo dai 400.000 euro del 2012 al milione e 782.790 euro del 2014. «Nulla di nuovo – conclude Paolo Borghi - rispetto a quanto sollevato dalla Corte da due anni a questa parte. Problemi che il Comune ha affrontato con risultati positivi innescando un trend che in soli due anni ha quasi neutralizzato un parametro di bilancio che, secondo qualcuno, avrebbe dovuto significare chissà quale catastrofe».
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