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Spese per l’Expo: bagarre in consiglio

Spese per l’Expo: bagarre in consiglio

Il gruppo guidato da Monica Faenzi ha chiesto conto della missione del Comune a Milano

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SCARLINO. Consiglio comunale ad alta tensione ieri mattina a Scarlino, dove maggioranza e opposizioni non se le sono mandate a dire. Il gruppo guidato dalla deputata Monica Faenzi, Il Coraggio di Cambiare, si è presentato infatti armato di un bel numero di domande d’attualità. «D’altro canto i consigli vengono convocati di rado e l’unico sistema per essere a conoscenza di certi argomenti è questo» dicono i suoi esponenti.

Molta la carne al fuoco in questo senso, ma lo scontro più marcato si è concentrato ancora una volta sulla delegazione scarlinese che ha partecipato all’Expo 2015, condito dal giallo sulla determina dirigenziale che con tremila euro affidava l’organizzazione dell’evento a una cooperativa: la maggioranza ha detto di non averla mai prodotta, l’opposizione di averne una copia stampata dal sito del istituzionale del Comune.

Ma non è servito arrivare in fondo all’assise, quando sono state discusse queste domande, per far scaldare gli animi. Lo scontro si è consumato subito, già dall’approvazione dei verbali della seduta precedente, per cui Faenzi ha denunciato l’assenza delle proprie contestazioni fatte la volta scorsa. Un antipasto in vista dei piatti forti, quelli d’attualità.

La prima domanda ha riguardato il disavanzo tecnico da quasi un milione e mezzo di euro, su cui l’amministrazione ha spiegato che il problema è legato ai residui attivi: tesi che non ha convinto l’opposizione, pronta a presentare un’interrogazione sull’argomento. E così via, passando per la strada della Fonte, il punto ristoro al Castello e il manto erboso: un serrato botta e risposta tra le due parti. Almeno fino alla domanda sulla spedizione scarlinese all’Expo, su cui il dibattito è diventato incandescente.

Una questione sviscerata su più punti: perché l’organizzazione è stata affidata a una cooperativa e non alla Pro Loco, perché è stato scelto uno chef anziché un altro, ma soprattutto, quanto è costata la missione milanese.

E lo scontro si è acceso proprio qui. L’opposizione infatti ha chiesto all’amministrazione su quale base è stato fissato a tremila euro (più Iva) il costo dell’organizzazione, sulla base di una determina dirigenziale; documento però che l’amministrazione ha detto di non aver prodotto perché tutte le spese per la partecipazione a Expo sono state pagate dai diretti interessati, mentre Il Coraggio di Cambiare ha ribadito di averne una copia stampata.

Non solo: stando a quanto trapela dalla squadra della Faenzi, documenti alla mano, la delibera sarebbe stata emessa e poi fatta cadere. (a.f.)

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