Il Tirreno

Grosseto

la truffa

Soldi dello Stato per lavori mai fatti: nei guai presidente e segretario di una onlus

Francesca Gori
La merce acquistata on line dal ventottenne grossetano con le carte di credito rubate
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La merce acquistata on line dal ventottenne grossetano con le carte di credito rubate

Utilizzavano i telefoni e si sono fatti rimborsare fatture false per un progetto di Protezione civile

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GROSSETO. Un numero di telefono intercettato in un'indagine per molestie ha portato la polizia postale ad aprire il coperchio di un vaso di Pandora: a scoprire che i soldi rimborsati dallo Stato, dalla Regione e dalla Provincia a una onlus per la realizzazione di un ponte radio, in realtà non erano stati utilizzati. E che in mezzo, c'era anche una fattura falsa.

Tutto è cominciato circa due anni fa, quando in un'indagine per molestie è comparso quel numero di cellulare. Grazie alle indagini della postale, gli uomini coordinati dall'ispettore superiore Stefano Niccoli, hanno scoperto che quel telefonino era stato assegnato al volontario della Cevise, l'associazione che si occupa del servizio radio della Protezione civile di Grosseto. Di schede a disposizione della onlus ce n'erano una quindicina, ma due delle persone che le avevano in uso, il presidente e il segretario, non rimborsavano le spese all'associazione. Che godeva di finanziamenti pubblici. In quasi due anni, dai conti corrente della Cevise, sono stati pagati 4.500 euro per le telefonate, ma solo la metà sono state rimborsate. 

Spulciando tra le carte dell'associazione, durante la perquisizione della sede di via Castiglionese e dell'abitazione del presidente, sono spuntati anche due bonifici, per un totale di 13.000 euro, pagati dalla Presidenza del consiglio dei ministri, dipartimento della Protezione civile. Soldi che sarebbero serviti per realizzare un progetto presentato nel 2009 per la realizzazione di un ponte radio. Progetto che non è mai stato portato a termine ma per il quale la Cevise aveva chiesto e ottenuto il rimborso pari al 60% presentando una fattura e l'a autocertificazione.

Da quei documenti, gli uomini della polizia postale sono risaliti alla società di Roma che aveva emesso la fattura che non era però mai stata rendicontata nemmeno dal commercialista dell'azienda. La società romana aveva però ottenuto un pagamento dalla onlus, per il quale non è stata fornita alcuna giustificazione.

Alla fine, il titolare dell'azienda romana, il segretario e il presidente della onlus sono stati denunciati per truffa ai danni dello Stato.

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di Redazione web