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Scontro mortale sulla Senese, assolto il conducente

GROSSETO. Assolto perché il fatto non costituisce reato dall’accusa di omicidio colposo. Ferdinando Guicciardini, 78 anni, abitante a Montespertoli, secondo il giudice Marco Mezzaluna non ha...

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GROSSETO. Assolto perché il fatto non costituisce reato dall’accusa di omicidio colposo. Ferdinando Guicciardini, 78 anni, abitante a Montespertoli, secondo il giudice Marco Mezzaluna non ha responsabilità nell’incidente stradale in cui il 3 marzo 2011 perse la vita Piero Minacci, 70 anni, ex dipendente del Comune di Paganico, lungo la Senese in fase di raddoppio tra Civitella Marittima e Paganico.

All’udienza preliminare, il figlio di Minacci, Filippo, patteggiò la pena (8 mesi) e per lui il procedimento si era concluso. Guicciardini, assistito dall’avvocato Riccardo Lottini, era invece andato in giudizio per quello scontro tra due auto avvenuto al km 25,2. La vittima era seduta nel posto del passeggero a bordo di una Lancia Y condotta dal figlio, diretta verso Grosseto, con velocità compresa tra i 72 e gli 80 km/h: secondo l'imputazione, una velocità non adeguata alle condizioni di strada, meteo, visibilità e pneumatici, oltre che superiore al limite (50 km all’ora). E Minacci non avrebbe tenuto la destra. Dall'altra direzione sopraggiungeva la Bmw 530 d di Guicciardini, a una velocità compresa tra i 75 e gli 88 km/h, con l'accusa iniziale che contestava le medesime carenze per quanto riguarda la guida.

Nel corso del dibattimento, sono state sentite le versioni dei consulenti su quanto avvenuto quel giorno (pioveva e la velocità avrebbe dovuto essere ridotta a 40 km all’ora). Una battaglia che era già iniziata all’udienza preliminare, con il confronto tra le diverse posizioni in materia di ricostruzione dell’incidente.

Nelle conclusioni, lo stesso pm onorario Pamela Di Vincenzo aveva chiesto l’assoluzione. Il superamento della velocità era stato minimo. L’incidente si sarebbe verificato ugualmente, ha argomentato l’accusa, ma non c’è la prova che sarebbe avvenuto in maniera meno lesiva. Oltre tutto, Minacci non aveva allacciato la cintura di sicurezza.

Il giudice si è ritirato ed è tornato in aula dopo qualche decina di minuti per leggere il dispositivo della sentenza. Il deposito delle motivazioni avverrà entro il 25 luglio.

Pierluigi Sposato

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