Sicurezza
«I pellegrini? Passino dal nostro scalo»
Seam e Diocesi alleate perché l’aeroporto maremmano venga prescelto dai charter in alternativa a Roma
GROSSETO. Rilanciare lo scalo civile di Grosseto approfittando del Giubileo della Misericordia, indetto da papa Francesco a partire dall'8 dicembre, e creare, attraverso l'aeroporto di Grosseto, una porta di ingresso che faciliti a quante più persone possibile la partecipazione agli eventi del Giubileo.
Con questo obiettivo oggi partiranno, insieme, due lettere, una firmata dal presidente della Seam, Renzo Alessandri, e una firmata dal vescovo di Grosseto, Rodolfo Cetoloni, due lettere indirizzate a 370 diocesi europee per invitarle a considerare lo scalo maremmano come possibile alternativa agli aeroporti romani per i voli charter che porteranno i pellegrini.
Era la seconda metà degli anni Novanta del secolo scorso quando Grosseto cominciò a sognare un aeroporto vero. Ad alimentare il sogno fu la visita, nel 1996, di monsignor Liberio Andreatta, già all'epoca amministratore delegato dell'Opera romana pellegrinaggi, che approdò ad un convegno organizzato dal Rotary Club di Grosseto, il 20 marzo del 1997, da cui scaturì il progetto per l’adeguamento delle strutture a terra dello scalo civile di Grosseto, anche e soprattutto nella prospettiva del Giubileo del 2000. L'aerostazione fu realizzata, ma aerei di pellegrini non se ne videro.
Adesso la Seam ci riprova, insieme alla diocesi, e il prossimo passo sarà anche quello di riprendere i contatti con monsignor Andreatta e l'Opera romana pellegrinaggi. «Il Giubileo del 2000 – ricorda Alessandri – ci ha lasciato in dote l'aerostazione, che nelle intenzioni era destinata a diventare una delle porte del Giubileo, soprattutto per i voli charter. Ma i due aeroporti della Capitale mutarono strategia decidendo di accettare anche i charter. Di fronte alla indizione di un nuovo anno giubilare, vorremmo poter rilanciare attraverso un’operazione di marketing che metta in evidenza i vantaggi dello scalo civile».
Alle due lettere sarà allegata anche una informativa sui collegamenti ferroviari Grosseto-Roma e su una ipotesi di collegamenti in bus, sia diretti che con una tappa intermedia ad Orvieto. «Il nostro vantaggio – spiega il presidente della Seam – è rappresentato dalla maggior rapidità delle operazioni aeroportuali e doganali, una rapidità che ci consente di ammortizzare il tempo necessario per raggiungere la Capitale».
Il vescovo Cetoloni ha detto di aver aderito volentieri all'iniziativa per due ragioni: per favorire in ogni modo possibile la partecipazione al Giubileo stesso, «che come scrive il papa nella bolla di indizione, è occasione per contemplare il mistero dell’amore di Dio» e poi perché «la Chiesa – ha detto il vescovo – è inserita nel tessuto di questa terra e vuol contribuire come può alla sua crescita sul piano umano, sociale, economico. Ogni occasione che va in questa direzione va colta e incoraggiata».
Il vescovo ha anche suggerito di prevedere tappe come quella di Orvieto, dove si custodisce il reliquiario del miracolo eucaristico di Bolsena, «perché il pellegrinaggio – ha spiegato – non è compiere un tragitto veloce verso la meta, ma è preparare tutta la nostra persona, anche attraverso tappe ben congegnate, all'incontro con Dio».
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