Sicurezza
Tanti visitatori per Zed1 E gli applausi di Marras
GROSSETO. Sabato sera è stato inaugurato ufficialmente il murale realizzato da Zed1, uno degli street artist più conosciuti in Italia e all’estero, sul muro di cemento di fronte al bastione Fortezza...
GROSSETO. Sabato sera è stato inaugurato ufficialmente il murale realizzato da Zed1, uno degli street artist più conosciuti in Italia e all’estero, sul muro di cemento di fronte al bastione Fortezza del Cassero Senese. Un’opera voluta dal Premio Monicelli 2015 che, con la Soprintendenza e il Comune, ha scelto proprio quel muro come luogo simbolico – tra il carcere e uno degli angoli più “vandalizzati” delle Mura medicee, per rendere omaggio al grande maestro del cinema nel centenario della sua nascita.
Il “taglio del nastro”, in realtà, è avvenuto con qualche ora di anticipo sull’ultimazione dell’opera: ieri mattina infatti l’artista di Certaldo ha concluso la sua fatica con gli ultimi ritocchi. Fra questi, spicca una scritta, inserita su un foglio tenuto nelle mani di uno dei curiosi personaggi disegnati da Zed1: “Scempio in corso”. Un modo sorridente, insomma, per chiudere la polemica aperta il giorno precedente dal pittore grossetano Francesco Mori (per il quale il murale di Zed1 è un insulto alla maestà delle Mura) e consegnarla al giudizio dei passanti.
Sulla querelle Mori - murale ieri la città ha discusso a lungo, in particolare nei social, dove i pro appaiono larghissimamente maggioritari. Di certo, in ogni caso, la polemica ha fatto molta pubblicità all’opera, meta per l’intera giornata di ieri di visitatori e curiosi.
Sulla vicenda interviene anche il consigliere regionale del Pd Leonardo Marras, che al proposito le idee ce le ha molto chiare: «Non userò aggettivi, non servono», scrive Marras. «La street art è espressione del nostro tempo, esplosa spesso nelle periferie urbane come una riconquista della bellezza, dell’uomo che tenta di migliorare il degrado creato dall’uomo. Il murale di Zed1 da ieri ci guarda, ed è bello incontrarlo in quel corridoio angusto che costeggia le mura. Le forme e i colori dialogano con i mattoni medievali e, in qualche modo, li riconquistano alla città attuale. Abbiamo parlato tanto di riappropriazione della cinta muraria, del monumento: quest’opera d’arte, è un gesto d'amore che la città ha fatto a se stessa. Bravi!».
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