Gioco
Il futuro di Eurovinil sul tavolo del Ministero
Fissato per il 22 giugno l’incontro chiave, lo sciopero a oltranza potrebbe concludersi con l’assemblea
GROSSETO.Lunedì 22 giugno sarà una giornata campale per Eurovinil. Da segnare con il circoletto rosso sul calendario. Alle 11, a Roma, al Ministero dello sviluppo economico, si comporrà il tavolo nazionale sulla vertenza che dal 1° aprile 2014 vede contrapposti i lavoratori di Eurovinil ai vertici aziendali, che nel frattempo hanno smantellato la linea produttiva più importante del capannone di via Genova: le pneumotende.
In ballo ci sono una novantina di posti di lavoro e il futuro di un marchio che ha fatto la storia della Maremma, portando il nome di Grosseto a giro per il mondo. Da mercoledì i lavoratori (quasi tutti) hanno incrociato le braccia ed è stato un susseguirsi di assemblee, incontri, telefonate, discussioni. Con Paolo Ruggiero e Tommaso Canapa, che rappresentano la multinazionale inglese Survitec (il gruppo madre) non ci sono margini di trattativa per quanto riguarda la contrattazione per il futuro. La proposta era e resta, al momento, il salvataggio di 22 posti (14 amministrativi, 8 figure apicali nella produzione) più il reimpiego attraverso part-time verticali a mille ore, di 26-30 operai. Per gli altri non c’è più posto.
A Roma si parlerà della possibilità di prorogare la cassa integrazione di un altro anno per coloro (una cinquantina) che altrimenti – al primo luglio – si ritroverebbero licenziati, in mobilità per un anno o due e poi disoccupati. Ma il tavolo al Ministero dello sviluppo economico sarà anche l’occasione per chiedere la verifica delle notizie, al momento ufficiose, sull’interessamento da parte di investitori, che si sarebbero rivolti all’advisor Paolo Coscione.
Lo sciopero a oltranza potrebbe andare avanti o concludersi domani mattina, alle 8, quando è stata convocata un’assemblea di tutti i lavoratori.
La sua decisione sarà sovrana. Rsu e segretari di categoria non sono affatto soddisfatti di ciò che è uscito dalla bocca di Ruggiero e Canapa: «Ci è stato anche detto che, qualora lo sciopero dovesse continuare, loro si organizzeranno per formare il personale di altre stazioni di servizio, facendo revisionare le zattere a degli esterni. Questo pur sapendo di incorrere in denunce o multe, perché in realtà non possono farlo». Insomma un clima pesante.
Da mercoledì la stragrande maggioranza delle maestranze ha lasciato la fabbrica, dopo che l’azienda non aveva concesso lo svolgimento di un’assemblea.
Molto delicata e bloccata resta la questione dei trenta contratti part time che Eurovinil è disposta a concedere nel corso del 2016, da metà gennaio a metà settembre: un complesso di otto mesi dei quali sei di lavoro per circa un migliaio di ore, da distribuire a seconda delle esigenze della produzione, ma senza maturazione di permessi, ferie e Tfr.
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