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malati di sla e loro familiari

Il Comitato 16 novembre torna a protestare a Roma

CASTEL DEL PIANO. Il Comitato 16 novembre che raccoglie i malati di Sla ed altre malattie gravissime protesta di nuovo a Roma il 17 giugno. I malati e i loro familiari e assistenti tornano nella...

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CASTEL DEL PIANO. Il Comitato 16 novembre che raccoglie i malati di Sla ed altre malattie gravissime protesta di nuovo a Roma il 17 giugno.

I malati e i loro familiari e assistenti tornano nella capitale a chiedere un piano nazionale per la non autosufficienza. «Il problema, infatti, è questo- spiega da Castel del Piano Laura Flamini, presidente del Comitato 16 novembre - Nel nostro caso, le Regioni hanno una propria autonomia anche di fronte ai decreti dei ministeri, e di fatto, a fronte di stesse condizioni di gravità degli ammalati, gli interventi Asl e i contributi economici cambiano da Regione a Regione e addirittura anche da Asl a Asl della stessa regione. Due anni fa avevamo ottenuto un tavolo interministeriale, proprio per lavorare su una legge che riportasse questa materia su linee nazionali, con la partecipazioni delle maggiori organizzazioni, Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap) e Fand (Federazione tra le associazioni nazionali delle persone con disabilità). Di fatto gli unici interessati a questa questione siamo noi, forse perché non abbiamo interessi di nessun genere e agiamo al di sopra di ogni convenienza di partito o di cooperative o di poteri. Però, dopo due anni, siamo ancora a dover chiedere un incontro al ministro, e questa volta siamo ancora più arrabbiati», conclude Laura Flamini che invita chi può a partecipare alla protesta del 17 giugno.

E aggiunge: «Quanti sono i presidi che abbiamo fatto a Roma? Non ho tenuto il conto, ma ricordo perfettamente quanta fatica sono costati a chi ha partecipato, soprattutto ai malati, il rischio, le spese, ma soprattutto le facce dei politici di turno. Quello che abbiamo ottenuto non è poco, e lo abbiamo fatto da soli. Adesso abbiamo da ottenere un altro punto essenziale delle nostre richieste, un piano nazionale che renda giustizia delle criminali differenze che offendono la dignità delle persone malate e i principi di uguaglianza sanciti dalla Costituzione». La presidente sottolinea anche che «il 17 è un appuntamento cruciale, contro il tentativo di rendere inefficace la sede di confronto, quel tavolo ministeriale ottenuto con tanta fatica che rischia di diventare inutile. Conosco fin troppo bene cosa vuol dire per un malato mettersi in viaggio, per i familiari mettere a rischio tutte le cure e le attenzioni che fanno per proteggerlo, eppure non possiamo non esserci - invoca Laura Flamini - è con una presenza significativa che possiamo far aprire quel portone, e costringere i ministri a trattare con noi».

(f.b.)

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