Il Tirreno

Grosseto

«I Beatles e la Maremma nel segno del confronto»

«I Beatles e la Maremma nel segno del confronto»

Il maestro Vessicchio: la vostra terra ha sempre avuto aperture internazionali Ricordo ad esempio il famoso duello tra butteri e Buffalo Bill, fu fantastico

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GROSSETO. Dalle sfide tra i butteri e Buffalo Bill agli straordinari panorami di una terra unica. Non si fa pregare due volte, Peppe Vessicchio, nel raccontare aneddoti e curiosità legate alla Maremma. Sarà lui, il celebre maestro d’orchestra famoso per le sue partecipazioni prestigiose, su tutte quelle al Festival di Sanremo, ad allietare la due giorni organizzata da Conad per incontrare i grossetani.

«La musica – spiega il maestro - è l’elemento che ci accompagna lungo tutta la vita. Qualcuno dice addirittura che ci assedia. Abbiamo musica in ogni ambiente che frequentiamo, è una sorta di collante generale. È la seconda vita di ogni popolo, una magia in grado di veicolare sensazioni che a volte neppure la lingua parlata o scritta riesce a scambiare. La musica, insomma, riesce in questi miracoli». E a Grosseto ci sarà la musica delle grandi occasioni. «Volevamo valorizzare il territorio, così come fatto nelle altre tappe. Questo è lo spirito dell’iniziativa. E per Grosseto abbiamo pensato alla riscoperta di un repertorio storico, un’analisi come quella dei The Beatles story. E le assicuro – dice, a pochi minuti dalla performance - che merita».

Qual è il filo comune tra una cover dei Beatles e la Maremma? Semplice, il Grossetano è «avvezzo al confronto internazionale, esotico. Ricordo il famoso duello con Buffalo Bill dei vostri butteri. Fantastico». La due giorni avrà anche altri ospiti di pregio, compreso un cantautore nepalese impegnato nel sostegno alla sua nazione in questo momento di grave crisi. «Sarà con noi pure un giovane lucano che si è laureato al conservatorio di Frosinone. La sua storia è come quella di tanti altri ragazzi italiani. Amava la musica, ma non credeva che questa avrebbe potuto assicurare il suo futuro economico. Si è dunque laureato in filosofia e solo alla fine del percorso universitario ha compreso quale era la sua strada e ha deciso d’iscriversi al conservatorio». Sudore, fatica, poi soddisfazione. Ben altra cosa dai "talent" che imperversano in tivù e che il maestro inquadra più come “biglietti della lotteria”.

Un ultimo appunto, Vessicchio lo ha per la Maremma. «Frequento queste zone perché sono belle, piacevoli. Specie l’Argentario. E, da buon appassionato di vino, la parte interna. E posso garantire senza ombra di dubbio che questa è una terra d’ispirazione. Anzi, dirò di più, le zone “dimenticate”, come spesso sento inquadrare questa, a volte, sono fortunate: chi si accorge di certi luoghi, spesso, fa più danni che altro. La Maremma è bene che resti così. Bella». (m.b.)

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