La manifestazione
Caccia ai privati per l’ex Ilva
Il 21 giugno l’inaugurazione della Leopolda: il Comune pensa alla valorizzazione dei propri beni
FOLLONICA. «Siamo alla ricerca di formule strategiche che leghino privato e pubblico per il complesso Ilva». La sfida più grande per la valorizzazione dell'area urbana interessata dal Piuss (Progetti urbani di sviluppo sostenibile, cioè i finanziamenti regionali volti alla riqualificazione di zone in degrado), inizia adesso. I cantieri stanno tutti per chiudere: il 21 giugno inaugurerà definitivamente la Leopolda, il nuovo teatro cittadino realizzato all'interno della Fonderia 2, in dirittura di arrivo anche la sua gemella, oggi diventata uno spazio espositivo, così come l'area mercatale e l'arena spettacoli che hanno sostituito il vecchio ippodromo dei Pini e che saranno pronte a fine mese. Quando gli operai se ne andranno toccherà all'amministrazione del golfo lavorare intensamente per dare seguito a ciò che è stato costruito. Una scommessa non da poco, in ballo c'è il futuro della città e una crescita culturale ed economica che potrebbe, se sviluppata con criterio, portare grandi benefici a tutta la comunità locale.
La linea politica intrapresa dall'attuale giunta si attua su due fronti: il primo riguarda la promozione delle eccellenze comunali, come per esempio il museo del ferro e della Ghisa, Magma, anch'esso parte del grande progetto di riqualificazione dell'Ilva, attraverso ogni canale possibile.
L'altro è quello di riportare la cittadinanza a frequentare quei luoghi prima degradati, dal teatro, all'area fieristica, fino al grande parco sorto dalle ceneri del centro ippico. Se nel primo versante si notano già i primi risultati positivi (il Magma, solo per fare un esempio, ha appena vinto un premio internazionale) sull'altro fronte il lavoro è ancora nella fase embrionale. «Abbiamo riavviato da poco un colloquio con il ministero – spiega Barbara Catalani, assessore alla Cultura – questo perché il contratto attuale che ci lega al Demanio ci obbliga a gestire direttamente tutte le opere pubbliche legate al Piuss: questo aspetto rende più complicata l'attività dell'amministrazione, anche perché ci sono delle formule molto interessanti oggi come oggi che uniscono pubblico e privato per rendere attrattivi degli spazi. Mi riferisco al decreto Franceschini che permette alle aziende di aiutare gli enti pubblici nell'ambito culturale: ecco, questo potrebbe essere un modo per allargare le prospettive dell'Ilva. Da un primo colloquio con il ministero ci pare che ci siano ottimi input». La gestione che resterà più difficile sarà quella della grande sala espositiva e fieristica ricavata nella Fonderia 1. Riempire quello spazio richiede un lavoro non così scontato: in questo caso diventerà fondamentale la collaborazione con uno o più privati. L'assessore spiega però che difficilmente l'amministrazione lascerà libero campo a soggetti esterni, perché comunque il timore è quello di perdere il controllo della qualità. «Siamo più lenti proprio per questo – spiega Catalani - per avere una voce in capitolo e cercare esempi nazionali che non siano recepiti come imposti dall'alto ma condivisi con la comunità locale. L'idea che abbiamo è quella di un riuso sostenibile che arrivi dal basso, ecco perché il Cantiere cultura e la collaborazione continua con le scuole».
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