Il dolore
Scippatore seriale condannato a 5 anni e 4 mesi
GROSSETO. Cinque anni e quattro mesi la condanna per Pasquale Trillicoso, 63 anni, di Caivano (Napoli), lo scippatore seriale, accusato però anche di un furto e di tre episodi di rapina per un...
GROSSETO. Cinque anni e quattro mesi la condanna per Pasquale Trillicoso, 63 anni, di Caivano (Napoli), lo scippatore seriale, accusato però anche di un furto e di tre episodi di rapina per un complesso di dieci capi di imputazione.
Ieri Trillicoso si è presentato, assistito dall'avvocato Tommaso Galletti, davanti al giudice dell'udienza preliminare Marco Bilisari che lo ha giudicato responsabile per tutti i capi, meno il furto di 40mila euro in un capannone della zona industriale; il giudice non lo ha riconosciuto colpevole nemmeno per l'uso e il porto di un coltello in una rapina per una quale è stato comunque condannato. Il sostituto procuratore Stefano Pizza aveva chiesto 9 anni, da ridurre a 6 per la scelta del rito abbreviato. E ha chiesto, e ottenuto, di far dichiarare Trillicoso "delinquente abitale", in ragione dei suoi precedenti (una quindicina). Il giudice ha infine disposto una misura di sicurezza della durata di due anni, da scontare al termine della pena inflitta ieri. Pena che sarà comunque appellata dal difensore, al momento del deposito delle motivazioni, che avverrà fra due settimane.
Numerosi i casi di scippo che la Procura grossetana aveva attribuito a Trillicoso sulla base delle indagini della squadra mobile. Dal 21 ottobre 2013 al 21 febbraio 2014, il giorno in cui venne arrestato in flagranza dopo aver aggredito una donna di 83 anni che aveva appena effettuato un prelievo al bancomat di piazza Volturno. A catturarlo era stato un agente libero dal servizio che aveva notato però il movimento. Era stato messo ai domiciliari. Successivamente, esaminando le denunce presentate nei mesi precedenti, la polizia aveva ipotizzato le responsabilità di Trillicoso anche per altri episodi: e - nell'agosto 2014 - era così stato ordinato il carcere per dieci capi di imputazione.
Trillicoso è stato condannato anche per una rapina avvenuta in un'abitazione di Gorarella, quando si era presentato come venditore di biancheria e, dando una spinta all'anziana che aveva aperto la porta, era poi fuggito portando via un orologio. Assolto invece dall'accusa di un maxi furto da 40mila euro (il proprietario si era costituito parte civile) in un'azienda della zona industriale di Grosseto.
Pierluigi Sposato
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