Il Tirreno

Grosseto

Per il Consiglio di Stato elezioni del sindaco valide

di Fiora Bonelli
Per il Consiglio di Stato elezioni del sindaco valide

Castell’Azzara, respinto l’appello della minoranza sulle comunali del 2014 Fortunati: «Sono contento anche per il seggio, persone di specchiata moralità»

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CASTELL’AZZARA. La vittoria della lista “Solidarietà e partecipazione” alle ultime amministrative di Castell’Azzara è legittima a tutti gli effetti. Anche il Consiglio di Stato respinge il ricorso elettorale presentato dalla lista “L’Alternativa”.

È stata infatti pronunciata la sentenza sulla validità delle elezioni amministrative del 25 e 26 maggio 2014 che avevano visto vincitrice la lista “Solidarietà e partecipazione” con la nomina a sindaco di Fosco Fortunati.

Dopo quelle elezioni, i consiglieri della lista avversa, capeggiati dal candidato a sindaco Maurizio Coppi, avevano fatto ricorso al Tar chiedendo il ricalcolo dei voti e la correzione del risultato elettorale.

Il Tribunale amministrativo regionale per la Toscana, giudicò inammissibile il ricorso del luglio 2014 presentato da Maurizio Coppi, Filippo Papalini, Giuliano Sargentoni, Barbara Toniazzini, Lucia Innocenti, Massimiliano Nannoni, Massimo Scevoli, Renzo Loredano Marsili, Silvia Lazzeri e Luca Bilenchi (avvocati Gian Luca Conti, Alessandro Bocchi), contro il Comune di Castell’Azzara nella persona del sindaco pro tempore e nei confronti di Fosco Fortunati.

A questo punto Maurizio Coppi e gli altri si appellarono al Consiglio di Stato che l’8 giugno ha depositato la sentenza con la quale respinge il ricorso in questione.

In particolare, dalla sentenza emerge che le operazioni di scrutinio delle schede elettorali furono effettuate in maniera legittima, che il rappresentante di lista, Iliano Benedetti, e la scrutatrice Anna Loli pur avendo il diritto e il dovere di far mettere a verbale eventuali anomalie e irregolarità nello svolgimento dello scrutinio nulla dichiaravano a riguardo, salvo poi cambiare idea con le dichiarazioni allegate al ricorso.

Secondo la sentenza, anche le dichiarazioni presentate da dodici elettori circa l’espressione del proprio voto di preferenza non possono ritenersi ammissibili perché «violative del volere costituzionale della segretezza del voto» come a tutti ben noto. Il sindaco di Castell’Azzara, Fosco Fortunati, dice di non essere voluto intervenire, fino ad oggi nel merito della questione e neppure si è costituito nel processo, né personalmente, né come sindaco, confidando sempre e comunque nel corso della giustizia.

«Ho preferito tacere anche quando, erroneamente, gli organi di stampa nel marzo 2015 riportarono la notizia che il Consiglio di Stato aveva ordinato il riconteggio dei voti – commenta Fortunati –. Sono contento di questo esito anche per il presidente di seggio, Feriano Testi per il segretario di seggio, Mauro Papalini, sicuramente persone di specchiata moralità. La mia formazione politica mi ha insegnato che l’azione amministrativa si fa stando a contatto con la gente, le persone e i loro problemi e non vagando per le aule dei tribunali. Auspico quindi che da parte dei rappresentanti della minoranza si sappia e si voglia, nel rispetto dei ruoli, seguire questo precetto».

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