Il Tirreno

Grosseto

Le aree per gli spettacoli adesso sono diventate 29

di Enrico Pizzi
Le aree per gli spettacoli adesso sono diventate 29

Martedì sarà approvata in consiglio la variante al piano di classificazione acustica L’assessore Tei: «Ci saranno delle deroghe per le tre piazze del centro storico»

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GROSSETO. Saliranno da 10 a 29 le aree destinate al pubblico spettacolo nel Comune di Grosseto con l'approvazione della variante al piano di classificazione acustica che sarà portata in consiglio comunale martedì prossimo.

Si chiude così un lungo percorso che ha visto la partecipazione di numerosi soggetti per un piano che consentirà di fare musica negli stabilimenti balneari lungo la costa e in altre 28 zone del territorio comunale senza dover ricorrere alle deroghe. Unico cruccio, forse, il fatto che il piano non risolverà più di tanto in problemi della movida nel centro storico, dal momento che le uniche aree destinate al pubblico spettacolo restano il Cassero e il bastione della Cavallerizza.

Nelle aree fino a oggi individuate per il pubblico spettacolo si poteva fare musica, rispettando i limiti di legge, ma senza il bisogno di chiedere permessi di volta in volta. Per il resto – e la questione pesava soprattutto sul centro storico, oltre che sugli stabilimenti balneari di Marina di Grosseto e Principina a Mare – occorreva ricorrere alle deroghe, con tutta una serie di legittimi ostacoli burocratici che però, regolarmente, si trasformano in costi per le imprese.

Intanto alle 10 aree la variante ne aggiunge altre 19, e tra queste alcune di particolare rilievo, in realtà già utilizzate (grazie alle deroghe) o che potrebbero essere utilizzate per pubblici spettacoli: il parco di via Giotto e il parco Ombrone, a Grosseto, a Roselle la Cava , a Principina mare e a Marina di Grosseto le aree degli stabilimenti balneari, a Montepescali piazza del Baluardo e a Braccagni l'area del polo fieristico.

L'assessore all'urbanistica Giancarlo Tei sottolinea che nel centro storico il parere contrario dell'Arpat ha impedito di inserire tra le aree di pubblico spettacolo piazza Dante, piazza del Sale e piazza San Francesco, ma vorrà dire che si farà ricorso alle deroghe che non sono poi pochissime e, peraltro «in questi anni – dice l'assessore – non sono state nemmeno utilizzate tutte quelle disponibili».

Ma l'altro aspetto fondamentale della variante è il regolamento che è collegato e che fornisce, per ciascuna area destinata a pubblico spettacolo, gli accorgimenti necessari a rispettare i limiti di emissioni rumorose. Indicazioni che fanno risparmiare tempo e denaro agli operatori del settore e consentono loro di restare in regola. «Si trattava di contemperare l'esigenza di chi vuol fare musica con quella di chi ha il diritto di riposare – spiega l'assessore Tei – e crediamo di esserci riusciti. Verificheremo, tra qualche mese, se abbiamo centrato gli obiettivi e se ci sarà qualcosa da modificare lo modificheremo».

Il piano, adottato alcuni mesi fa, è arrivato all'approvazione definitiva senza aver ricevuto osservazioni, anche perché è stato frutto di un percorso partecipato che ha raccolto, strada facendo, istanze e pareri di cittadini e addetti ai lavori.

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