Il Tirreno

Grosseto

L’albero della pace scatena la guerra sindaco-maggiaioli

di Fiora Bonelli
L’albero della pace scatena la guerra sindaco-maggiaioli

Semproniano, il tronco di 10 metri era in piazza dal 30 aprile «Dovevano levarlo, l’ha dovuto fare il Comune a spese di tutti»

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SEMPRONIANO. Da secoli è il simbolo della rigenerazione e dell’abbondanza. Ma se ad abbondare è il tempo di permanenza su suolo pubblico, allora porta solo scompiglio e rischi per la gente. E così il sindaco di Semproniano Miranda Brugi fa togliere, dopo un mese e mezzo, il tronco dell’albero del maggio ancora ben piantato nel bel mezzo della piazza del paese, avvisando la cittadinanza che questo lavoro ha un costo per la comunità, poiché competerebbe ad altri. Ai maggiaioli, dice lei stessa.

«Vista la non ottemperanza dei maggiaioli di Semproniano alla rimozione, anche dopo l’avviso pubblico affisso lunedì 8 giugno il 12 giugno l’amministrazione comunale, coi propri operai e i propri mezzi, è dovuta intervenire per ragioni di sicurezza e decoro urbano».

Così scrive Brugi in un volantino fatto circolare il paese. Che non finisce qui.

«Si porta a conoscenza della cittadinanza – recita ancora il testo – che questo intervento, fatto solo a Semproniano e non nelle frazioni, ha comportato un onere, sottraendo ad altri utili lavori il personale». Un messaggio che più esplicito non si può.

La consuetudine di piantare il maggio deriva da una tradizione secolare, quella di piantare un albero, appunto, spesso un faggio, per festeggiare l’arrivo della primavera, negli spazi principali cittadini. Sotto quell’albero si lasciano biglietti di buon augurio, si canta, si mangia.

Un albero beneaugurante che viene piantato di notte e dunque sovente non si sa chi lo pianta, per cui resta difficile, poi, trovare – come in questo caso – un interlocutore per farlo togliere.

«Naturalmente un albero alto più di dieci metri diventa pericoloso se lasciato lì – dice il sindaco – perché si secca e potrebbe anche cadere addosso a qualcuno o a qualche automobile. Era stata data un’autorizzazione verbale a impiantarlo, vista la tradizione antica tipica dei nostri paesi, ma l’albero deve essere tolto subito o quasi. Così hanno fatto a Petricci e a Catabbio. Invece a Semproniano nulla da fare».

La pianta, ormai secca e con qualche ciuffetto striminzito in vetta è rimasto in piedi fino a ieri, senza che nessuno si sia curato di eliminarlo.

Il sindaco Brugi ha dunque prima esposto un pubblico avviso per convincere i responsabili a liberare la piazza per ragioni di sicurezza e di decoro, poi, visto che non c’era risposta, ha mandato gli operai comunali a fare un lavoro che non competeva al Comune.

«Gli operai dovevano tagliare l’erba – spiega – e hanno dedicato il lavoro ad altro. Tutto questo comporta un costo in più per il Comune e i cittadini lo devono sapere. Ci sono regole da rispettare, questo va saputo. Ci vuole buon senso. Poi se succede qualcosa di chi è la colpa? Del Comune. Chi paga i danni? Sempre il Comune. Queste cose non ce le possiamo permettere e i cittadini bisogna che lo sappiano».

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